COVID19, a Dubai è coprifuoco

A Dubai è coprifuoco 24 ore su 24. Il permesso per uscire di casa lo rilascia solo la polizia attraverso un sito web dedicato (www.dxbpermit.gov.ae). Per arginare il diffondersi del coronavirus a Dubai viene imposto uno strettissimo regime di quarantena, per le prossime due settimane, con possibili ulteriori proroghe. L’intera città viene sottoposta ad un’accurata opera di disinfezione che richiederà molti giorni per il suo completamento.

Le drastiche misure restrittive del movimento imposte dal cuore commerciale, turistico e tecnologico degli Emirati sono state rese necessarie per arginare i contagi e sterilizzare il più possibile ogni strada e ogni area pubblica dell’emirato. Ad oggi i casi confermati di COVID-19 nel Paese sono 2.659, 12 i decessi e 239 le persone guarite. La procedura per ottenere il permesso è molto veloce e si svolge interamente online. Vediamo insieme come la Polizia di Dubai rilasci il permesso e quali informazioni sia necessario fornireContinua a leggere

Test per COVID19 in macchina

Negli Emirati sono in funzione test drive-through per COVID-19. Ci si reca in macchina, si fa il tampone nasale e i risultati arrivano in 24-48 ore via sms. Una procedura veloce che non dura più di 5 minuti. Dopo aver effettuato il test bisogna restare in isolamento nella propria abitazione fino all’arrivo dell’sms che comunicherà il risultato.

Occorre aver prenotato un appuntamento ed essere cittadini o residenti, in possesso del documento d’identità emiratino (Emirates ID). Il test è gratuito per chi presenti sintomi quali febbre, tosse, difficoltà respiratorie, per chi abbia avuto contatti con casi sospetti o confermati di coronavirus, per chi abbia fatto viaggi all’estero negli ultimi 14 giorni, oppure per gestanti e anziani.

Altrimenti il costo del test è di poco meno di 100 dollari (370 AED). Attualmente vi sono vari laboratori sparsi sul territorio, tra Abu Dhabi e Dubai. Altri tre centri, di cui due drive-through e uno altamente tecnologico, apriranno in settimana a Dubai. Vediamo come funzionino questi centri drive-thru e quante persone siano state controllate finoraContinua a leggere

COVID19, l’sms degli Emirati

Lavorate da casa, per la vostra sicurezza. Con un sms il governo degli Emirati esorta cittadini e residenti a lavorare da remoto per evitare il diffondersi del COVID-19. Una misura necessaria per tutelare la propria salute e quella degli altri.

Un messaggio recapitato ad ogni residente nella propria lingua d’origine. Quello che vedete è arrivato agli italiani residenti negli Emirati Arabi Uniti.

L’obiettivo è mettere tutti in smart working, tranne coloro che svolgono professioni essenziali come medici, farmacisti, operatori del settore alimentare, perché il Paese non si paralizzi e la salute pubblica venga garantita. Un sms che fa sentire la vicinanza del governo, in piena emergenza coronavirus, in un Paese che più di altri ha investito nel progresso tecnologico per automatizzare e digitalizzare ogni settore, a partire dalla pubblica amministrazione. A Dubai l’80% dei lavoratori del settore privato deve restare a casa, almeno fino al 9 aprile e salvo ulteriori proroghe. Le uscite sono limitate a casi di estrema necessità. Vediamo insieme quali sono le ulteriori misure restrittive adottateContinua a leggere

COVID19, in forse Expo 2020

L’Expo 2020 di Dubai potrebbe subire ritardi o slittamenti a causa del coronavirus. L’Esposizione Universale, prevista per ottobre 2020, è solo uno dei grandi avvenimenti internazionali in programma nei prossimi mesi ad essere scompaginato dalla pandemia di COVID-19. Da poco il sofferto annuncio del posticipo dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 al prossimo anno, in data ancora da definire, ma sicuramente entro l’estate 2021. Adesso, la notizia dell’intenzione di ritardare di qualche mese se non addirittura di un anno Expo 2020 Dubai.

Allo studio vi sarebbero varie possibili misure ma, anche in virtù delle condizioni climatiche dell’emirato, l’ipotesi più probabile sembra quella di uno slittamento di 12 mesi per l’evento più atteso del Medio Oriente. Secondo quanto trapelato da fonti ufficiali, la prossima settimana si terrà una riunione in videoconferenza del Comitato organizzatore. Scopriamo di più sulle varie opzioni sul tavolo, quale l’impatto dell’emergenza COVID-19 in Medio Oriente e le misure finora adottate a Dubai e negli Emirati Arabi UnitiContinua a leggere

Emirati e COVID19

La compagnia aerea Emirates ha deciso di sospendere tutti i voli di linea dal 25 marzo, per contrastare il diffondersi del COVID-19. Un blocco di due settimane, suscettibile di ulteriori proroghe. Infatti, l’Autorità generale per l’Aviazione Civile degli Emirati Arabi Uniti ha per il momento bloccato partenze e arrivi di passeggeri in transito negli aeroporti emiratini a causa della pandemia.

I voli di linea per passeggeri sono temporaneamente sospesi, per sostenere le misure restrittive decise dal Ministero della Salute federale per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Il traffico aereo riprenderà negli Emirati appena la situazione globale lo consentirà.

Proseguiranno, invece, tutti i voli merci. Altrettanto operativi i voli di evacuazione d’emergenza. Una decisione non facile per il più grande operatore con velivoli A380 del mondo e quarta compagnia aerea del mondo in termini di passeggeri e tonnellate trasportate. Vediamo quale sia la situazione e quali le ulteriori misure restrittive adottate negli UAEContinua a leggere

Coronavirus, Austria in quarantena

Il governo austriaco ha imposto drastiche misure restrittive in tutto il Paese, mentre sono oltre 1.000 i casi confermati di coronavirus. Il COVID-19 si diffonde con estrema rapidità, con un incremento dei contagiati del 18% in più ogni giorno. Tre finora i decessi. L’ultima vittima del COVID-19, spirata in Stiria, è una donna già in trattamento per varie patologie pregresse. Sei le persone guarite.

L’appello del Cancelliere Sebastian Kurz è perentorio: “State a casa!”. Tanto che il governo turchese-verde ha varato un pacchetto di misure restrittive per far fronte all’emergenza coronavirus, il Corona-Gesetzespaket, che limita fortemente la possibilità di uscire e vieta assembramenti.

È possibile lasciare la propria abitazione solo in tre casi: per motivi improrogabili di lavoro, soprattutto per quelle categorie come il personale medico e le forze dell’ordine; per andare a fare la spesa o acquistare farmaci; per assistere persone che non sono autosufficienti. Restano aperti solo: farmacie, supermercati, banche, uffici postali, benzinai, tabaccai. Ristoranti, bar e café potranno rimanere aperti solo fino alle 15:00. Il Ministro delle Finanze Gernot Blümel (ÖVP), ha deciso un ulteriore finanziamento di 2 miliardi di euro in aggiunta ai 4 miliardi già stanziati, per assicurare liquidità alle imprese e mantenere intatti i posti di lavoro. Da giovedì verrà sospeso il traffico aereo di Austrian Airlines e Laudamotion. 40.000 cittadini austriaci attualmente in viaggio in giro per il mondo sono stati invitati a rientrare in patria con urgenza. Il regime di quarantena varato per St. Anton am Arlberg e per la Valle Paznaun in Tirolo, dove sono presenti pericolosi focolai, è stato esteso anche ad Heiligenblut in Carinzia. Tutte le persone che hanno soggiornato nelle seguenti località sciistiche: Ischgl, Kappl, See, Galtür, Heiligenblut e St. Anton am Arlberg a partire dal 28 febbraio devono assolutamente mettersi in stato di auto-quarantena nella propria abitazione. Altrettanto deve fare chiunque sia venuto in contatto con esse, anche in assenza di sintomi. Vediamo insieme perché questa disposizione è così importanteContinua a leggere

Coronavirus, nuove misure in Austria

Nel giorno in cui i casi confermati di coronavirus salgono a più di 500, l’Austria annuncia le prime zone rosse. St. Anton am Arlberg e la Valle di Paznaun in Tirolo, sedi di focolai di COVID-19, saranno poste in regime di quarantena per le prossime due settimane.

Da lunedì i negozi resteranno chiusi, ad eccezione di supermercati, farmacie, uffici postali, banche, benzinai e tabaccai. Ristoranti, bar e café potranno rimanere aperti solo fino alle 15:00.

Queste misure resteranno in vigore per una settimana ma, se necessario, potranno essere prolungate. Saranno introdotti controlli al confine con la Svizzera. Interrotti, sempre a partire da lunedì, i voli verso Francia, Spagna e Svizzera. Vista l’emergenza da coronavirus, il Ministero degli Esteri austriaco sconsiglia di intraprendere viaggi in questo periodo. Dichiarata chiusa la stagione sciistica nel Salisburghese, Tirolo e Vorarlberg. Se la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente, a Vienna si predispone il necessario per trasformare entro la prossima settimana la struttura espositiva e centro congressi Messehalle a Leopoldstadt in un enorme ospedale con 880 posti letto. Vediamo quali altre misure verranno prese in Austria a partire dalla prossima settimana

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Coronavirus, primo decesso in Austria

I casi confermati di COVID-19 in Austria sono più di 360. Il contagio ha una rapida progressione, oltre 60 nuove persone infettate ogni giorno. Registrato anche il primo decesso da coronavirus. È un uomo di 69 anni rientrato dall’Italia e già debilitato da patologie preesistenti. La prima vittima del COVID-19 è spirata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale viennese Kaiser Franz-Josefspital. Aveva problemi cardiovascolari e vari organi compromessi, tra cui reni e fegato, e i danni provocati dal virus gli sono stati fatali. 4 finora le persone guarite. 5.869 i test effettuati fino a questo momento in tutta l’Austria.

Peter Hacker, Assessore alla Salute della capitale (SPÖ), ha annunciato drastiche misure di sicurezza negli ospedali di Vienna: niente visite per i pazienti, rigidi controlli in entrata e uscita, posticipati tutti gli interventi chirurgici non urgenti. Divieto di visite anche nelle case di riposo. Provvedimenti restrittivi delle visite di familiari e amici anche nei nosocomi in Tirolo, Stiria, Burgenland. Posticipate le elezioni amministrative nei due stati federali di Vorarlberg e Stiria, in programma rispettivamente il 15 e il 22 marzo. Ferie forzate per 25.000 poliziotti su tutto il territorio austriaco. Secondo i calcoli del Complexity Science Hub Vienna (CSH), la capacità di posti in rianimazione è tale da poter reggere i ritmi imposti dai ricoveri di pazienti affetti da coronavirus per i prossimi 14 giorni. La Repubblica Ceca annuncia di introdurre controlli al confine con l’Austria. Vediamo quali altri provvedimenti si accinge a varare il governo federale austriaco guidato dal Cancelliere Sebastian KurzContinua a leggere

Austria, 206 casi di coronavirus

I casi confermati di COVID-19 in Austria sono 206. A Vienna 4 persone sono in gravi condizioni, ricoverate nei reparti di terapia intensiva, altre due in Stiria. Gli ultimi 9 contagiati da coronavirus si sono registrati in Tirolo. Cancellate al momento le lezioni in tutte le università austriache, mentre si incentiveranno offerte di e-learning. Chiusi tutti i musei federali, i grandi teatri, sospesi i concerti e le rappresentazioni dell’opera almeno fino alla fine di marzo. Banditi eventi all’aperto con più di 500 persone e al chiuso con più di 100 persone. Uniche eccezioni: le riunioni parlamentari, quelle dei consigli comunali, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.

Rimangono aperti centri commerciali e supermercati. Aperti anche bar, ristoranti, discoteche e pub, ma senza superare il limite imposto di 100 persone. Restano attivi i mezzi pubblici. Si giocherà a porte chiuse l’amichevole di calcio tra Austria e Turchia, in programma nella capitale, all’Ernst Happel Stadion il 30 marzo. Cancellate le finali di Coppa Europa di sci alpino previste a Saalbach dal 16 al 22 marzo. La maratona di Vienna, prevista per il 19 aprile, è stata annullata. Le autorità austriache si preparano anche a far entrare in vigore l’eventuale chiusura di scuole e asili nido, anche se per ora non vengono sospese le lezioni, ma solo gite ed eventi scolastici. Il Cancelliere Sebastian Kurz propone di incentivare il lavoro da casa, mentre il Ministro della Salute Rudolf Anschober (Grünen) chiede ai cittadini austriaci di usare cautela e particolare attenzione nei confronti dei più vulnerabili, ovvero le persone al di sopra dei 70 anni d’età e quelle con patologie pregresse. Vediamo quali siano le misure stabilite lungo i confini con l’Italia.

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Coronavirus, 140 casi in Austria

Salgono a 140 i casi di coronavirus in Austria. Nel lunedì nero della borsa si sono registrati 28 nuovi contagi, la maggior parte concentrati in Bassa Austria e a Vienna. 16 persone infette in Tirolo, 35 nella capitale. 9 finora le persone giudicate guarite. Almeno 15 i malati in gravi condizioni, perlopiù anziani, già debilitati da altre patologie.

Nelle prossime ore in Carinzia, nelle località di Hermagor e Villach, vicine al confine, e in Tirolo verrà misurata la febbre a chiunque attraversi la frontiera dall’Italia. 59 austriaci sono bloccati alle Maldive, nell’Isola di Kuredu, per il sospetto che vi siano malati di COVID-19 nell’hotel in cui stanno soggiornando. Dovranno osservare 14 giorni di quarantena. Il sindaco  di Vienna, Michael Ludwig (SPÖ), fa sapere che intende investire un milione di euro nella ricerca sul coronavirus, con particolare attenzione nelle misure per contenere la diffusione dell’infezione. Il Cancelliere Kurz dichiara di voler attuare una serie di misure cautelative per arginare il contagio, quali la chiusura temporanea di scuole e asili nido. Vediamo cosa succeda in alcuni ospedali e quanti siano i cittadini austriaci attualmente nel Nord ItaliaContinua a leggere