Sacher to go contro la crisi

A Vienna la Sachertorte è a portar via. Così il lussuoso Hotel Sacher combatte la recessione provocata dalla pandemia. Una postazione da asporto, il “Sacher Drive-In”, consente l’acquisto veloce delle prelibate torte al cioccolato, rimanendo comodamente in macchina. Il chiosco mobile, a norma anti-covid, si trova sul marciapiede all’entrata dell’hotel, sul lato opposto al Teatro dell’Opera, in uno dei punti più caratteristici e trafficati del centro storico della capitale austriaca.

by D. Fontanella

A gestirlo, tra gli altri, anche il portiere Uwe Kotzendorfer, diventato ormai un’istituzione. In questo periodo, però, non vi sono frotte di turisti che si accalcano, né lunghe code per poter entrare nei raffinati e sontuosi saloni. L’Hotel Sacher, che continua ad essere a gestione familiare, ha una clientela prevalentemente internazionale.

by D. Fontanella

Le presenze straniere rappresentano il 92% dei 23.000 pernottamenti annuali dell’albergo, che offre camere tra i 400 e i 2.300 euro a notte in bassa stagione, come ha dichiarato alla stampa l’amministratore delegato Matthias Winkler, subentrato alla suocera nel 2015 nella proprietà e gestione di questo gioiello dell’ospitalità viennese. L’hotel ha risentito molto della crisi economica innescata dal coronavirus. Si stima che per tornare a fatturare come in epoca pre-covid saranno necessari almeno tre o quattro anni. Scopriamo di più sull’Hotel Sacher, sulle sue squisite torte e sugli effetti economici della pandemia.  Continua a leggere

Moda etica nella grigia Vienna

L’invisibile prende forma. Si veste di colori vivaci e diventa borsa. Etica ma di lusso, la mini bag Wafaa arriva a Vienna, illuminandola. La si può ammirare e acquistare all’interno dell’hotel Andaz Am Belvedere, concept dell’ospitalità firmato Hyatt. Sulla pelle morbida e pregiata con cui è realizzata sbocciano fiori che sono piccoli guizzi di creatività. Wafaa non è solo una borsa di grande artigianato italiano, è il simbolo bello e gioioso di un’opportunità. Un Made in Italy dal design raffinato che dell’empowerment di categorie fragili fa il proprio elemento fondante. Wafaa è uno scrigno di emozioni, in cui bellezza e giustizia sociale arrivano a compenetrarsi. Behuman, l’azienda italiana che produce la mini bag, ha infatti deciso di intraprendere la strada dell’imprenditoria sostenibile e solidale, offrendo chance di inclusione sociale a chi non le aveva, donando la speranza di un futuro lavorativo a chi era negato, rendendo possibile l’impossibile. Wafaa supera il concetto di borsa per diventare un “contenitore di ottimismo” come amano definirla i suoi creatori.

Espressione di un lusso consapevole, coniuga design accattivante, materie prime di alta qualità, tradizione artigianale, linee minimaliste, e può essere personalizzata a seconda del look, regalando a chi la indossa il soffio vitale dell’energia positiva che promana dalla sua storia. Il progetto coinvolge infatti una designer 30enne di origine marocchina, Wafaa Moukabil, che alla mini bag ha dato il suo nome, e Tommy Nicoletti, un giovane artista che attraverso la pittura ha trovato la propria dimensione esistenziale ed espressiva. Senza Behuman entrambi sarebbero rimasti invisibili. Scopriamo di più sulla mini bag, su Wafaa, Tommy e Behuman, l’azienda italiana che la realizza.   Continua a leggere

Il vaccino anti-covid cinese

Gli Emirati hanno distribuito le prime dosi del vaccino anti-covid sviluppato dalla casa farmaceutica cinese Sinopharm. Immunoprofilassi che ha superato la fase 3 della sperimentazione nel Paese. 30.000 tra militari, personale medico, poliziotti, funzionari civili e membri del gabinetto federale emiratino sono stati immunizzati. Anche il Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai, sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum e lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Vice Comandante delle Forze Armate e principe ereditario di Abu Dhabi sono stati vaccinati nei giorni scorsi.

Ma la lotta al coronavirus vede gli Emirati lavorare a stretto contatto anche con Israele per lo sviluppo di un test rapido basato sull’analisi del respiro, una sorta di etilometro, capace di determinare in 30 secondi l’eventuale positività al COVID-19. Tempi decisamente ridotti rispetto alla media di 24 ore necessarie per ottenere i risultati dei tamponi molecolari oro-faringei. E proprio questo test rapido potrebbe rivelarsi prezioso per combattere il SARS-CoV-2 ben oltre il solo Medio Oriente. La cooperazione tra nazioni è l’unica via per arginare la diffusione dei contagi. Scopriamo di più su questo vaccino cinese e sulle sue potenzialità.  Continua a leggere

Scuola digitale per bimbi rifugiati

Dubai lancia un programma educativo digitale, “the digital school”, per garantire l’istruzione ad un milione di bimbi rifugiati. Un’iniziativa che nell’arco di cinque anni punta a fornire un diploma accreditato a bambini arabi svantaggiati che avranno così l’opportunità di frequentare importanti università internazionali. Un progetto patrocinato dalla Mohammed bin Rashid Global Initiatives, che fa capo allo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai. Proprio nel mese di novembre 20.000 ragazzini hanno iniziato il loro percorso formativo con un primo programma pilota che terminerà ad agosto 2021. Avranno accesso a materiale didattico digitale, disponibile in lingua araba, uniformato a programmi scolastici internazionali. L’istruzione è alla base della crescita di nuove generazioni capaci di affrontare le grandi sfide del domani. Dubai e la sua leadership credono in un futuro che investa nei giovani e nella loro preparazione, a dispetto delle condizioni sociali.

In questo momento gli alunni di molti Paesi sono passati alla didattica a distanza e all’e-learning a causa della pandemia. 1,6 miliardi di persone sono state lasciate senza scuola in 190 Paesi. Ma i ragazzi rifugiati non hanno le stesse opportunità. Il Covid-19 ha ulteriormente accresciuto il divario esistente tra chi è benestante e chi versa nell’indigenza o scappa dalla guerra. Secondo le Nazioni Unite vi sono tra i 30 e i 34 milioni di bambini rifugiati nel mondo. Lo scorso giugno i campi profughi non disponevano di mezzi tecnologici e infrastrutture adatti all’insegnamento digitale ma, sempre secondo l’agenzia internazionale, anche prima del coronavirus i ragazzi rifugiati avevano un basso tasso di scolarizzazione e un’incidenza due volte maggiore nell’abbandono scolastico. Molti passi avanti sono stati fatti, tanto che il numero di iscrizioni ai corsi scolastici è salito del 63% nell’istruzione primaria e del 24% in quella secondaria. Maggiormente a rischio l’educazione delle adolescenti. Il 20% delle ragazze che frequentano l’istruzione secondaria, infatti, non potrà tornare a scuola soprattutto a causa del Covid. Vediamo insieme quando avrà inizio il programma di scuola digitale vero e proprio e quali sono le università internazionali che Dubai intende coinvolgere.  Continua a leggere

Vienna sotto attacco

Terrore per le strade viennesi. Un attacco terroristico di matrice islamica è stato sferrato alle 20:00 di ieri in pieno centro storico. Un commando forse composto da 4 terroristi ha esploso colpi di arma da fuoco sui passanti nel primo distretto. La zona colpita è quella attorno a Schwedenplatz, un’area centralissima, piena di ristoranti, bar e locali, che la sera si riempie soprattutto di giovani, animando la vita notturna della capitale austriaca. Nei pressi vi è anche lo Stadttempel, la più grande sinagoga di Vienna, situata a pochi passi di distanza, a Seitenstettengasse, che non sembrerebbe essere stata l’obiettivo dei terroristi. Gli attentatori hanno agito in modo pianificato e coordinato, in sei diversi punti. Per ora 4 i morti confermati dalla polizia austriaca, due donne e due uomini, due deceduti sul colpo e altri due nel corso della notte in seguito alle ferite riportate. 22 i feriti, di cui 7 in gravi condizioni. Secondo la ricostruzione del Capo della Polizia, Gerhard Pürstl, anche un poliziotto è stato ferito.

Nove minuti dopo il feroce attacco, alle 20:09, uno dei componenti del commando è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Si tratterebbe di un ventenne con doppia nazionalità austriaca e nord macedone. Dalle perquisizioni effettuate nell’abitazione del terrorista risulterebbe essere un simpatizzante dell’ISIS. Nell’appartamento sono stati ritrovati armi ed esplosivo, oltre a materiale che lo lega ad ambienti dell’estremismo islamico. Le indagini proseguono a tutto campo con perquisizioni e controlli a tappeto. Vienna per molti anni è stata ritenuta una città sicura. All’improvviso questa idea di sicurezza sembra essersi incrinata. In passato l’Austria e la sua capitale sono state punti di passaggio per terroristi che poi entravano in azione in altre città europee. Vienna è stata spesso utilizzata come base logistica e come centro per il reperimento di fondi da parte dell’ISIS e di altri movimenti islamisti radicali. Questo sanguinoso attacco sembra aver provocato una brusca e inattesa inversione di tendenza. Adesso la capitale austriaca combatte contro la paura del coronavirus, con un’impennata di contagi che non sembra arrestarsi, e contro una scia di violenza e sangue che ha fatto precipitare nel terrore la popolazione. Vediamo insieme le fasi dell’attentato e l’azione delle forze dell’ordine.  Continua a leggere

Emirati, la voce dei coralli

Le barriere coralline del Golfo Arabico si aiutano l’una con l’altra a riparare le aree danneggiate e sotto stress. È quasi come se i coralli si parlassero. Comunicando tra loro riescono a rigenerare quelle porzioni che subiscono forme di degrado. La scoperta, fatta da un gruppo di ricercatori dell’American University of Sharjah, ha messo in evidenza un fenomeno di connessione che porta al trasferimento di larve da zone in cui ve ne sono in abbondanza ad altre in cui ve ne sono meno e le barriere mostrano segni di sofferenza. I coralli sono composti da migliaia di piccolissimi animali invertebrati, che rientrano nel gruppo degli cnidari (invertebrati marini), e fanno parte della classe Anthozoa. Sono piccoli polipi che vivono in simbiosi con alghe unicellulari, che producono ossigeno e zucchero e sono responsabili dei loro colori sgargianti.

Questi minuscoli polipi fluttuano liberi nel mare durante il loro stadio larvale, o fino a quando non raggiungono il pieno sviluppo. Una volta cresciuti tendono ad ancorarsi agli scogli e ad unirsi gli uni agli altri, a formare le cosiddette barriere coralline. Per la ricchissima biodiversità che trova riparo e vita al proprio interno, le barriere coralline sono estremamente importanti per l’ecosistema, rappresentando un habitat paragonabile per varietà a quello delle foreste tropicali. Esse non sono solo un indicatore della salute delle acque marine, ma contribuiscono attivamente a preservare le coste dall’erosione provocata dal moto ondoso, proteggendole da tempeste, innalzamento delle acque e allagamenti, arrivando ad assorbire fino al 97% dell’energia distruttiva delle onde. Scopriamo di più sugli spostamenti dei coralli nello specchio di mare del Golfo e sullo stato di salute delle barriere degli Emirati Arabi Uniti.  Continua a leggere

Vi racconto Vienna e il coronavirus

In Austria crescono i contagi da coronavirus. Vi racconto la mia esperienza per le strade di Vienna, dove ero l’unica a indossare la mascherina all’aperto. 1.958 i casi di Covid-19 registrati ieri. L’impennata dei positivi al SARS-CoV-2 non stupisce vista la disinvoltura nell’uso della mascherina e la mancanza di rispetto del distanziamento sociale che ho constatato nella capitale austriaca. In giro si vedono poche ffp2, mentre moltissime sono le mascherine fai da te in stoffa o le chirurgiche, talvolta tenute sotto il mento o lasciando il naso scoperto. All’aperto regna l’anarchia e chi si premuri di utilizzare presidi anti-covid viene guardato con un misto di meraviglia e scherno.

Le distanze interpersonali non vengono rispettate, ma ciò che inspiegabilmente non viene applicato è lo scaglionamento all’entrata di esercizi commerciali o supermercati, con il rischio di trovarsi in ambienti affollati per tempi lunghi. In alcuni ristoranti, non particolarmente ampi, non vi è spazio adeguato tra i vari tavoli, ma vengono accettate tante prenotazioni, quasi come se la pandemia non esistesse. I moduli per tracciamento e autocertificazione vengono consegnati come se si trattasse di una noiosa procedura da espletare e non perché rappresentino uno strumento importante per il contenimento della diffusione del virus. La percezione è che la popolazione tenda a sottovalutare la gravità dell’infezione. Vediamo insieme alcune situazioni a rischio e quali provvedimenti il governo Kurz si stia apprestando a varare.  Continua a leggere

Emirati-Israele più vicini

Nel giorno in cui il primo volo commerciale da Tel Aviv ad Abu Dhabi diventa realtà, gli Emirati approvano una risoluzione a sostegno degli Abraham Accord, firmati alla Casa Bianca il 15 settembre scorso. A proporre la risoluzione lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, nonché sovrano di Dubai.

Al tempo stesso le autorità emiratine hanno avviato le procedure costituzionali per promulgare un decreto federale che ratifichi l’accordo di pace. L’intesa è destinata a portare comprensione, pacifica coesistenza e stabilità nell’intera regione mediorientale, alimentando un clima di cooperazione. L’avvio del dialogo e della collaborazione tra gli Emirati ed Israele punta anche a dare impulso all’economia, creando nuove  opportunità in ambito scientifico e tecnologico, e al tempo stesso a dare vita a relazioni sempre più strette, foriere di interscambi commerciali e turistici sempre maggiori.

Gli accordi sono espressione dei principi di tolleranza e moderazione che ispirano da anni la leadership emiratina. Il primo collegamento aereo tra i due Paesi ha avuto luogo il 31 agosto scorso, quando un velivolo della El Al ha trasportato una delegazione israelo-statunitense da Tel Aviv ad Abu Dhabi, in occasione della prima visita diplomatica tra i due Paesi. Scopriamo insieme chi era a bordo del primo aereo commerciale della Etihad lungo la rotta Tel Aviv-Abu Dhabi e quanti voli siano previsti in un prossimo futuro tra Emirati e Israele.  Continua a leggere

Elezioni, Vienna la rossa non tradisce

La capitale austriaca si conferma feudo dei Socialdemocratici che superano il 42%. Crolla l’ultradestra al 7,7%, che perde il 23,1% rispetto a 5 anni fa. Potrebbe essere la fine della carriera politica per Heinz-Christian Strache. Il suo partito, Team H.C. Strache, si ferma al 3,6%.

I Popolari raddoppiano le preferenze rispetto alle passate elezioni del 2015, passando dal 9,2% al 18,8%. A guidare l’ÖVP c’è il Ministro delle Finanze, Gernot Blümel, stretto collaboratore del Cancelliere Sebastian Kurz. Una campagna elettorale tutta spostata a destra, quella di Blümel, che ha puntato a fagocitare i voti dell’FPÖ

C.Jobst/PID

Vero trionfo per il sindaco uscente Michael Ludwig. Con lui il partito socialdemocratico guadagna un consistente 2,2%, riscuotendo ancor più successo rispetto al 2015, quando al comando c’era il suo predecessore Michael Häupl, sindaco della capitale per 24 anni, dal 1994 al 2018. Aver nuovamente superato il 40% rappresenta un traguardo simbolico carico di significato. Nel 2015, infatti, si era temuto il sorpasso da parte dell’ultradestra che spinta da un travolgente Strache era arrivata al 31%, con un partito socialdemocratico al 39,5%. Guadagnano anche i Grünen, + 2,2%, attestandosi al 14%. Lieve crescita, dell’1,7% anche per i NEOS che raggiungono il 7,8%. L’affluenza alle urne è stata del 62,5%. Molti i voti postali a causa della pandemia di coronavirus, che proprio nelle ultime settimane ha visto un consistente aumento dei contagi. Oggi i positivi sono 979, mentre sono 617 i guariti. Proprio per i numerosissimi voti ancora da scrutinare, i risultati definitivi non saranno disponibili prima di martedì. Vienna, città sempre in cima alle classifiche per qualità della vita, dimostra che è possibile arginare una deriva populista se l’amministrazione riesce a dare risposte e ad andare incontro ai bisogni dei cittadini. Analizziamo insieme il successo dell’SPÖ e i motivi della debacle della destra sovranista.  Continua a leggere

A Dubai c’è il “fresco urbano”

Dubai è meno calda delle altre città della regione. I numerosi grattacieli creando i cosiddetti “canyon urbani” riducono la temperatura di 3 gradi. A rendere questo effetto di raffrescamento ancor più evidente e percepibile contribuisce l’arido deserto che circonda la metropoli emiratina. L’area desertica si surriscalda molto in fretta, anche per la mancanza di umidità, raggiungendo temperature torride, ma altrettanto repentinamente si raffredda, subendo forti escursioni termiche tra il giorno e la notte.

Grazie a questo “fresco urbano” le aree cittadine registrano temperature più miti rispetto alle zone rurali. Questo fenomeno si verifica durante il giorno. Di notte, invece, è la città ad essere più calda di 2 gradi rispetto al deserto circostante. In parte responsabili di questa calura notturna sono le acque tiepide del Golfo.

Questi fenomeni sono stati studiati e comparati con altre città. A Dubai le isole di fresco urbano sono più significative che non a Madrid o Tehran. Le aree di verde urbano quali i parchi, ad esempio, rendono generalmente più freschi i distretti limitrofi, in parte perché rilasciano acqua per evaporazione o traspirazione, processi nei quali viene usato il calore per rinfrescare immediatamente l’ambiente. Scopriamo di più sugli studi e sui motivi che portano a questo effetto di “fresco urbano”.  Continua a leggere