Dubai, Heinz Beck e i menù sostenibili

L’incontro a Dubai con Chef Heinz Beck è un’esperienza unica, piena di emozioni, cibo sopraffino, trasformato con cura, passione e sostenibilità. “Dubai è una bella realtà, è una città molto dinamica, in continuo cambiamento, che offre tanto. Una città che vive e in cui si deve proporre sempre qualcosa di nuovo perché l’ospite si aspetta sempre nuove idee, nuove strade, nuovi concetti. È una città meravigliosa, moderna, che offre tantissimo” questo è ciò che mi racconta Chef Heinz Beck di Dubai mentre ci troviamo nel suo ristorante Social by Heinz Beck all’hotel Waldorf Astoria Dubai Palm Jumeirah. Un locale raffinatissimo con una terrazza che guarda sul mare, sulla skyline di Dubai Marina e l’Atlantis, che vede la presenza del suo chef una volta ogni mese, mese e mezzo, per proporre nuove ricette create con ingredienti stagionali, o “blind menu”, menù al buio ultra personalizzati in edizione limitata, come mi spiega Francesco Acquaviva, lo chef che ne fa le veci e collabora da anni con il maestro. I piatti proposti e gli ingredienti spesso devono anche tener conto del clima, con l’emirato stretto nella morsa del caldo torrido nei mesi estivi, con temperature che superano anche i 50 gradi centigradi e la terrazza panoramica che viene utilizzata da ottobre a tutto maggio.

La filosofia di Chef Heinz Beck si basa da anni su solidi principi di economia circolare, con una scelta accurata degli ingredienti, tutti di altissima qualità e su combinazioni che risultino gustose per il palato, belle esteticamente, perché anche l’occhio vuole la sua parte e ha bisogno di essere stimolato, e anche sane, perché il cibo deve sostentarci ma anche contribuire a mantenere il nostro benessere psico-fisico.

“La sostenibilità è da anni un punto importante nella creazione dei miei menù, di tutto il ciclo degli ingredienti e dell’organizzazione della ristorazione nel suo complesso. Scegliere materie prime giuste è fondamentale -mi spiega Chef Heinz Beck- Qui è un po’ più difficile anche se negli ultimi anni abbiamo un’interessante varietà di prodotti locali, coltivati in modo sostenibile. Comunque una parte delle materie prime deve arrivare da un’altra parte del mondo. Considerando il viaggio e le emissioni di CO2 prodotte dal trasporto aereo cerco di comprare ciò che proviene da coltivazioni sostenibili”. Scopriamo di più sui piatti proposti da Chef Heinz Beck al suo Social by Heinz Beck e su come tutti i processi, dalla creazione all’organizzazione, siano tutti governati da una visione sostenibile.     Continua a leggere

Dubai, 8 marzo e divario di genere

La giornata della donna all’Expo si celebra con una conferenza internazionale al Padiglione Italia su parità di genere nella politica e nelle istituzioni. “Women’s Status in Institutions and Culture” è un’occasione per intensificare anche il dialogo e la cooperazione tra l’Europa, gli Emirati e l’area più allargata dei Paesi del GCC. Un elemento emerge chiaramente: c’è molta strada da fare perché si colmi quella disparità che fa sembrare ancora sensazionale la nomina di una donna alla guida di un’istituzione. “L’elezione o la nomina di una donna a capo di un’istituzione fanno ancora notizia. -dichiara nel suo intervento la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia– I dati confermano che c’è ancora un ampio divario di genere nelle istituzioni pubbliche: in media i Parlamenti degli Stati membri dell’Unione europea hanno solo il 32% dei seggi detenuti da donne. Nessun parlamento in Europa ha una maggioranza di sesso femminile”.

Analizzando il sistema giudiziario il quadro sembrerebbe migliore. “Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Europea sull’Efficienza della Giustizia, le donne rappresentano il 61% della magistratura nei Paesi OCSE-UE, variando dall’81% della Lettonia al 33 % del Regno Unito. Eppure, ai vertici giudiziari e della Corte suprema, le cifre sono invertite -prosegue la Ministra Cartabia- Le donne sono ancora sottorappresentate come Presidenti dei tribunali e Procuratori generali, a conferma che maggiore è il livello gerarchico, minore è il numero delle donne. E il mio paese non fa eccezione”. Anche la Ministra per per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti mette in evidenza la necessità di una maggiore presenza femminile nei ruoli decisionali pubblici e privati. “È il giorno della nostra responsabilità, di trasformare le nostre ambizioni in realtà. E la nostra ambizione è chiara: raggiungere la parità di genere e l’emancipazione femminile in tutti i settori della nostra società”. Scopriamo di più sull’evento “Women’s Status in Institutions and Culture”.  Continua a leggere

A Dubai la musica che unisce

La Jerusalem Orchestra East & West con le sue atmosfere mediorientali, in bilico tra pop e Maghreb, tra oriente e occidente, si è esibita all’Expo di Dubai. Un progetto musicale multiculturale e innovativo che si avvale della direzione artistica del maestro Tom Cohen. Una performance bella e coinvolgente che dimostra quanto questa Esposizione universale sia la più inclusiva e spettacolare di sempre. La musica fusion dell’orchestra israeliana, ricca di contaminazioni che spaziano da Israele, al mondo arabo, andando fino all’Europa dove si tinge di sonorità yiddish, spingendosi poi oltreoceano, ha saputo accendere i cuori di un pubblico variegato che ha affollato copioso gli spalti del Millennium Amphitheatre, partecipando tra applausi e danze. La Jerusalem Orchestra East & West rappresenta un’esperienza straordinaria di collaborazione creativa che fa delle differenze un punto di forza.

Musicisti di estrazione culturale, età, religione diverse possono essere uniti, condividere la stessa passione, lavorare insieme e raggiungere vette artistiche impensabili per proprio conto. “Sento che le differenze sono un arricchimento nella mia vita di ogni giorno con l’orchestra -mi racconta Tom Cohen, Direttore artistico e Direttore della Jerusalem Orchestra East & West- Ecco perché per me è così semplice parlare, perché penso che il nostro progetto non abbia nulla a che vedere con la politica. Quando tutte le persone che provengono da background culturali diversi, che abbracciano religioni differenti e appartengono anche a generazioni diverse, trascorrono così tanto tempo insieme diventano una famiglia”. Uno sforzo corale di coesistenza con l’obiettivo di produrre musica di qualità, un valore capace di creare amore, passione, armonia nelle differenze. La politica resta fuori, c’è spazio solo per le note. “Noi ci concentriamo su ciò che è davvero importante ossia la musica”. Scopriamo insieme di più sul travolgente concerto della Jerusalem Orchestra East & West. Continua a leggere

Data Valley, da Bologna a Dubai

Dati, capacità di calcolo e analisi sono la risorsa più preziosa del futuro. L’Emilia Romagna è pronta ad essere l’hub italiano ed europeo del supercalcolo.  Il Tecnopolo di Bologna con l’installazione prima del computer ECMWF, adesso del computer Leonardo del CINECA, con incredibili capacità di calcolo parallelo, e la nuova macchina dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si candida a vincere le nuove sfide globali create dai cambiamenti climatici, ritagliandosi un ruolo decisivo nella produzione e nell’analisi dei dati. L’Emilia Romagna presenta ad Expo 2020 Dubai la sua Data Valley che, diventando asset di primaria importanza per l’Europa, la pone in primo piano nella competizione internazionale in un ambito strategico per gli sviluppi futuri su cui sono già impegnate grandi potenze mondiali

“L’Europa compete con Cina e Stati Uniti e noi siamo una parte molto rilevante di questa competizione europea” enfatizza Francesco Ubertini, Presidente della Fondazione Big data (Ifab). “È stato messo un seme: il Tecnopolo di Bologna -mi racconta Antonio Zoccoli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)– Grazie ad una visione lungimirante dell’amministrazione che ha deciso di investire sui dati, in anticipo rispetto ai tempi. Però quando si crea un’infrastruttura naturalmente si crea un ecosistema attorno e questo attrae interesse da parte dell’accademia e dell’industria. Il passo successivo è inserire questo Tecnopolo in un’infrastruttura nazionale. Ed è quello che stiamo facendo adesso con i fondi del Recovery Plan”.

Gli fa eco Ubertini: ”In termini di infrastruttura di calcolo, di supercomputing facility, oggi il Tecnopolo di Bologna è già tra i primi centri al mondo. Adesso con questa azione di infrastruttura nazionale, dove al Tecnopolo aggreghiamo le comunità scientifiche, i gruppi di eccellenza che fanno ricerca in questo contesto e in tutti gli ambiti tematici italiani, e tutte le più grandi imprese italiane, raggiungiamo una massa critica che diventa visibile a livello globale non solo in termini di infrastruttura ma anche di competenze”. Scopriamo di più sul Tecnopolo di Bologna, sull’importanza dei Big Data e sulle prospettive future di collaborazione tra l’Italia e gli Emirati emerse in occasione del Regional Day dedicato all’Emilia Romagna al Padiglione Italia di Expo 2020. Continua a leggere

COVID19, vacanze in Italia?

Riuscirà l’Italia a salvare la stagione turistica estiva 2020 assicurandosi presenze straniere, soprattutto da Germania e Austria? Il Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola ha avuto fitti colloqui telefonici con il suo omologo austriaco, Karoline Edtstadler. L’obiettivo è scongiurare la chiusura delle frontiere con il nostro Paese per timori sanitari ingiustificati. L’Italia ha tutti i requisiti per ricevere in sicurezza turisti da tutta Europa, ha fatto sapere il Ministro Amendola, rifiutando la politica dei “corridoi bilaterali” turistici e chiedendo invece misure coordinate tra tutti i Paesi membri dell’Unione.

Altrettanto impegnato nel contrastare i corridoi bilaterali e per far sì che non persistano divieti di spostamento in Italia anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, atteso a Vienna dopo il 3 giugno, per un incontro con il collega austriaco Alexander Schallenberg. Un’attività intensa, per il Ministro Di Maio, che prevede analoghe visite in Germania e Slovenia, e un appuntamento già fissato con il Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian il 4 giugno a Roma. Solo qualche giorno fa l’appello del Governatore del Veneto Luca Zaia in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa austriaca APA. “Nelle spiagge venete di Caorle, Bibione, Jesolo e Sottomarina gli austriaci sono di casa” ha dichiarato Zaia, e quelle località di mare sono pronte ad accogliere i turisti austriaci in piena sicurezza. “Se il settore turistico del Veneto è cresciuto molto lo dobbiamo soprattutto ai turisti austriaci e tedeschi che nella nostra regione si sentono a casa” ha affermato il Governatore Zaia. La crisi economica innescata dalla pandemia di COVID-19 potrebbe costare al Veneto 50.000 posti di lavoro, di cui 35.000 proprio nel settore dell’ospitalità. L’intervento di Zaia punta a scardinare ogni divieto e forma di chiusura nei confronti dell’Italia. Vediamo insieme la situazione in Veneto e come si stiano organizzando gli altri Paesi dell’Unione europea per quest’estate 2020.  Continua a leggere

Rivolta pacifica in Libano

La protesta in Libano va avanti, senza interruzione, da dieci giorni. Una manifestazione senza leader, spontanea, pacifica, contro corruzione, nepotismo, malversazione ai danni dello stato, per contrastare disuguaglianza e povertà. I libanesi scesi in piazza chiedono con fermezza le dimissioni del governo, responsabile del collasso economico in cui versa il Paese. Tutto è paralizzato. Restano chiusi da giorni esercizi commerciali, banche, scuole. Completamente bloccata la viabilità, con le principali arterie ostruite da barriere e sit-in.

Giovani e anziani manifestano insieme, uniti come mai prima d’ora, superando le divisioni settarie che hanno sempre frammentato l’opinione pubblica, alimentato conflitti religiosi e sociali, e caratterizzato il sistema politico. Non ci sono particolarismi, c’è assoluta unità di intenti, vogliono tutti un futuro migliore e un Paese che possa offrire opportunità. Una protesta che è stata definita pan-settaria perché vi stanno prendendo parte tutti i cittadini libanesi che, con la crescente crisi economica che attanaglia il Paese, unanimemente dichiarano di aver sopportato abbastanza e di non poterne più. Sunniti, sciiti, cristiani, drusi, milioni di persone hanno affollato strade e piazze su tutto il territorio libanese. Ci sono studenti universitari, padri e madri di famiglia, vogliono tutti riforme e cambiamento. Al posto di quello attuale chiedono un esecutivo composto da tecnici, per favorire una stagione riformatrice che cambi finalmente volto al Paese. Scopriamo di più su questa mobilitazione popolare che sta accendendo il LibanoContinua a leggere

L’Europa in un fischio

L’UE ha festeggiato la Giornata Europea 2019 negli Emirati con un concerto originalissimo alla Sorbonne University di Abu Dhabi. Protagonisti della serata, Elena Somaré, fischiatrice melodica, e Gianluca Massetti, compositore e pianista. Due musicisti di indubbio talento capaci di creare un’atmosfera densa di emozioni con le note avvolgenti del pianoforte e il soffio trasformato in voce suadente.

Un’iniziativa unica nel suo genere, organizzata dall’Ambasciatore dell’Unione Europea negli Emirati Arabi Uniti, Patrizio Fondi, realizzata in collaborazione con l’ateneo francese e con la Zayed University.

A dare il patrocinio e aprire ufficialmente la serata con un discorso introduttivo anche lo Sceicco Nahayan Mabarak Al Nahayan, Ministro della Tolleranza degli EAU.

Una formula vincente che ha dato spazio non solo all’intrattenimento, ma anche alla possibilità d’incontro ed interscambio tra gli studenti universitari, emiratini ed internazionali, che frequentano i due atenei e i rappresentanti diplomatici di molti dei 28 Paesi membri dell’Unione. Un modo per festeggiare e al tempo stesso favorire un maggiore coinvolgimento della comunità emiratina, desiderosa di aprirsi, soprattutto alla realtà europea. Scopriamo insieme l’artista Elena Somaré e qualche curiosità in più sulla serataContinua a leggere

Gli Emirati e la blacklist

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati inclusi nella lista dei Paesi che non cooperano con l’Unione europea in materia fiscale. Un fulmine a ciel sereno per gli EAU. Era  infatti in atto da mesi un processo di adeguamento del sistema di tassazione in conformità con le nuove richieste presentate dall’Ue. Da ottobre la collaborazione si era intensificata, pur con momenti di poca chiarezza da ambo le parti, ma sempre all’insegna della disponibilità da parte emiratina ad armonizzare la propria tassazione alla trasparenza e allo scambio di informazioni imposti dall’Europa, che punta così a colpire l’evasione fiscale, soprattutto di multinazionali e grandi imprese, ma anche di persone fisiche.

Irremovibile la posizione del Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, con gli Emirati, la seconda potenza economica del mondo arabo. Una chiusura senza appello, quella di Moscovici, che rischia di diventare un boomerang per l’Unione europea, creando una frizione tra due economie legate da solidi scambi commerciali. Gli EAU sono stati inseriti nella blacklist assieme ad altri 10 Paesi, nonostante stessero adeguando i propri standard a quelli richiesti dall’Ue, attraverso una serie di riforme che richiedono un’approvazione di nuove regole a livello federale. Un processo con una durata di vari mesi, che dovrebbe concludersi al più tardi entro ottobre 2019.

La  Wam, l’Agenzia stampa degli Emirati, ha diffuso un comunicato: “L’inserimento degli EAU nella blacklist è avvenuto nonostante la stretta cooperazione con l’Ue in materia di tassazione e gli sforzi tuttora in corso per adeguarsi ai parametri richiesti”. Le autorità emiratine, soprattutto quelle bancarie, si dicono sicure che in tempi brevi gli EAU saranno cancellati da quel famigerato elenco, confermando le trattative in corso per apportare modifiche legislative fiscali, in linea con le disposizioni europee. Scopriamo qualche risvolto in più sull’aggiunta degli EAU alla lista nera, quali implicazioni abbia sulle imprese  e quali siano gli altri Paesi non cooperativiContinua a leggere

Migranti, cambio di passo

Vienna, Berlino e Roma stringono un patto e dichiarano di voler azzerare l’immigrazione illegale. I tre Ministri dell’Interno Kickl, Seehofer e Salvini in conferenza stampa congiunta annunciano di voler agire in modo concreto e puntano a dettare l’agenda dell’Unione europea, focalizzando l’attenzione sul problema dei migranti. Dopo questo vertice trilaterale si trasforma così l’asse dei volenterosi (“Achse der Willigen”) nella cooperazione degli attivi, dei fattivi, di coloro che agiscono (“Kooperation der Tätigen”). Quel riferimento all’asse evocava un periodo buio della storia mondiale ed europea e forse, facendo tesoro del suggerimento del Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, è stato proprio il Ministro dell’Interno austriaco a cambiare nome all’accordo. Dopo la colazione a tre di Innsbruck si è passati quindi dalla volontà all’azione, almeno questa sembra essere l’intenzione. L’obiettivo è frenare le partenze dalle coste africane, diminuire gli sbarchi in Europa, controllare maggiormente i confini esterni, creare centri di rimpatrio in Paesi terzi. Solo così sarà possibile accogliere e aiutare chi ha davvero bisogno di protezione, dicono i Ministri dell’interno austriaco, tedesco e italiano.

Parla di ”Paradigmenwechsel vorantreiben” Herbert Kickl ostentando soddisfazione per un’intesa che dimostra sulla spinosa questione dei migranti una identità di vedute con i suoi omologhi tedesco e italiano. “Vogliamo mettere ordine, evitare il traffico di esseri umani, fare in modo che in futuro non sia più così facile arrivare nell’Ue e vogliamo accettare solo chi è vulnerabile, chi fugge da guerre, chi ha bisogno di essere protetto”. A chi gli fa notare che occorre però che vi sia una soluzione europea condivisa, che metta d’accordo tutti i 28 Paesi membri dell’Unione sulla politica dei richiedenti asilo, Kickl risponde che non c’è alcun motivo per essere pessimisti e che questo cambio di approccio è già un risultato impensabile fino a poco tempo fa. Ma è davvero uscito qualcosa di nuovo e sostanziale dall’incontro informale di Kickl, Seehofer e Salvini? Scopriamo insieme tutti i dettagliContinua a leggere

Lo schiaffo di Erdogan

Bagno di folla per il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Bosnia. In 20.000 lo hanno acclamato. Erano tantissimi i turchi accorsi dall’Austria per assistere al comizio elettorale che si è tenuto a Sarajevo domenica sera. Secondo la polizia erano almeno 1.300. Ne attendeva oltre 2.000 l’UETD, Union Europäisch-Türkischer Demokraten (l’Unione dei turchi europei democratici), un’associazione che promuove impegno politico, sociale e culturale dei turchi nell’Unione europea, ma che in realtà fa attività lobbistica per l’AKP, il partito del Presidente turco. Sono arrivati con mezzi propri, oppure con pullman a noleggio, qualsiasi sacrificio valeva la pena pur di non perdere l’importante tappa sul suolo europeo della campagna elettorale di Erdogan, che li ha incitati al grido: “Siete pronti a dare alle organizzazioni terroriste e ai loro scagnozzi stranieri un ceffone ottomano?”, in turco “Osmanli Tokadi”, è una locuzione che si riferisce al gergo militare e indica il metodo di difesa a mani nude usato dall’armata ottomana.

Ha chiesto la mobilitazione di tutti i turchi residenti in Europa per consolidare ulteriormente il suo potere, accendendo gli animi con frasi patriottiche: “Alzatevi in piedi! Una bandiera, uno stato, una patria!”. E in risposta i suoi sostenitori, infiammati dalle sue parole, lo hanno acclamato come il loro “sultano”. Quella del prossimo 24 giugno, infatti, sarà la prima consultazione popolare dopo il cambiamento della costituzione, che lo investirà di un secondo mandato presidenziale. Saranno le prime elezioni dopo la modifica del sistema in senso più autoritario, avvenuta a fronte del referendum costituzionale del 16 aprile 2017, appoggiato in Turchia dal 51% dell’elettorato. Referendum che in Austria, invece, ha raccolto il favore di ben tre quarti degli elettori, a riprova del sostegno fortissimo di cui gode Erdogan sul territorio austriaco. Un appuntamento molto controverso, quello nella capitale bosniaca, organizzato per ripiego, dopo il divieto irremovibile di fare campagna elettorale in Austria, Germania e Olanda. A ridosso del comizio si erano anche rincorse voci di un possibile attentato alla vita del Presidente turco. Scopriamo insieme particolari in più sulle trame ordite contro il leader turco e su come si componga la folla dei suoi supporterContinua a leggere