Una sera con Massimo Bottura

Una sera con lo chef stellato Massimo Bottura è un viaggio avventuroso nei sapori che, a Dubai, si arricchisce di originalità e fantasia. Più che una cena in riva al mare è un’esperienza sensoriale. Profumi che evocano memorie, sfumature di gusto e varietà di consistenze, composizioni di forme e colori simili ad opere d’arte, stimolano la mente conducendola per sentieri di pura poesia. Olfatto, vista, gusto, ma è anche l’udito ad essere coinvolto, grazie a una colonna sonora che spazia nella ricca tradizione musicale italiana, anche reinterpretata da artisti internazionali, accompagnando ogni ricetta con un pizzico di cultura pop e jazz.

In questo viaggiare avventuroso nella tradizione italiana rivisitata in chiave contemporanea neppure il tatto resta escluso. Non solo è stato bello mangiare con le mani il pane fragrante appena sfornato e carasau di polenta con l’olio extravergine di oliva setoso, fruttato, profumato, ma anche la piadina romagnola, declinata come “Piadina On The Beach”, con una combinazione riuscitissima di anguilla affumicata, squacquerone e cavolo rosso crudo. Ma non è tutto. È ancora protagonista il tatto quando per assaporare l’ultimo residuo ancora nel piatto della squisita spuma di carciofi del regale “Carciofo Alla Romana” è intervenuto furtivamente un dito. Un assoluto di carciofo con un carpaccio, un cuore di pecorino caldo, una spuma di carciofo e chips di carciofo.

In quel trionfo di consistenze diverse che passano dal croccante al morbido fino al cremoso, il piacere della trasgressione impone di non relegare le mani al solo consumo di finger food, ma di dar loro un ruolo attivo al raggiungimento dell’estasi con una delle ricette più buone e innovative mai provate. Scopriamo di più sul menu della serata, sulla mia chiacchierata con Massimo Bottura e su come la creatività ispiri ogni piatto proposto.   Continua a leggere

Zero sprechi! Parola di chef

La gastronomia italiana trionfa a Dubai. Filosofia “zero waste” ed estro contemporaneo nelle ricette dei nostri chef. Sapori ricchi di sfumature, sorprendenti contaminazioni, forme e colori modernissimi, ma anche tanta attenzione a nobilitare ingredienti poveri e a non sprecare. La cucina del futuro passa anche per la sostenibilità. A Gulfood, la fiera del settore agroalimentare che si è da poco conclusa a Dubai, temi quali sicurezza e riduzione degli sprechi alimentari hanno avuto un ruolo centrale.

Nel mondo vengono gettate via circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno, con un impatto ambientale di 3,3 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 e un costo complessivo di 1 trilione di dollari. Nell’intera area del Medio Oriente e Nord Africa gli sprechi alimentari raggiungono il 34% ogni anno. Negli Emirati Arabi Uniti vengono buttati in media 197 chili di cibo all’anno pro capite e gli sprechi alimentari costano al Paese 3,5 miliardi di dollari annui. Una maggiore consapevolezza può cambiare le abitudini dei consumatori, ma per una vera inversione di tendenza occorre ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera.

Nell’Italian Food Lab del padiglione dell’Italian Trade Agency si sono alternati chef stellati italiani e i migliori chef dei ristoranti italiani dell’emirato, che hanno rivisitato con un tocco innovativo la ricchissima tradizione gastronomica italiana. Scopriamo insieme le ricette più gustose e capiamo la direzione che sta prendendo la cucina contemporanea italiana.  Continua a leggere

Il mondo a portata di assaggio

A Dubai si è appena conclusa Gulfood, la più importante fiera agroalimentare del Medio Oriente. Cibo e specialità da 85 Paesi, 2.500 aziende presenti, di cui 120 italiane. Il secondo grande evento internazionale in presenza dall’inizio della pandemia. Rigidi i protocolli di sicurezza in un Paese che ha già quasi raggiunto l’obiettivo di vaccinare il 50% della popolazione. Una 26esima edizione di Gulfood all’insegna della sicurezza con obbligo di indossare le mascherine, distanziamento sociale di almeno 2 metri, contingentamento dei visitatori negli stand e nei padiglioni, disinfezione degli ambienti. “Organizzare una fiera così importante in presenza ma nel rispetto di tutte le regole e le procedure previste dalle autorità emiratine, che tra l’altro vengono rispettate, -mi spiega Nicola Lener, Ambasciatore d’Italia ad Abu Dhabi- è un’indicazione che si può tornare alla normalità gradualmente, visto che le condizioni del Paese e il numero di contagi lo consentono”. Purtroppo a causa del lockdown e del blocco dei voli imposto dalle autorità israeliane è stata annullata la partecipazione di Israele.

Incontri, workshop, forum, talk, hanno favorito relazioni e scambi d’idee tra delegazioni governative, esperti, capitani d’industria e chef sulle nuove tendenze del food & beverage e sull’impatto decisivo dell’innovazione nel settore agroalimentare. Dubai si conferma hub del food e del commercio internazionale, con una posizione sempre più dominante non solo nel Golfo ma in tutta l’area del Medio Oriente, Nord Africa e Sud dell’Asia. Gulfood la piattaforma ideale per stringere relazioni e affacciarsi ai mercati di questa porzione di mondo.

Tanti i padiglioni nazionali, dal Giappone al Brasile, dall’Egitto alla Russia. Un trionfo di prodotti, sapori, profumi, specialità. L’Italia, il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione d’origine e ad indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea, con la sua capacità di coniugare qualità, tradizione e innovazione, ha avuto un ruolo da protagonista a Gulfood. “È un bel segnale di ripartenza e dimostra che in sicurezza si può anche fare una fiera in presenza” dice Amedeo Scarpa, Direttore dell’Ufficio ICE di Dubai. Scopriamo di più sull’Italia, sui rapporti commerciali con gli Emirati, su Expo 2020 e sul Padiglione dell’Italian Trade Agency (ICE) con l’Italian Food Lab in cui si sono svolte degustazioni di prodotti Made in Italy e master class con chef italiani stellati.   Continua a leggere