L’Europa in un fischio

L’UE ha festeggiato la Giornata Europea 2019 negli Emirati con un concerto originalissimo alla Sorbonne University di Abu Dhabi. Protagonisti della serata, Elena Somaré, fischiatrice melodica, e Gianluca Massetti, compositore e pianista. Due musicisti di indubbio talento capaci di creare un’atmosfera densa di emozioni con le note avvolgenti del pianoforte e il soffio trasformato in voce suadente.

Un’iniziativa unica nel suo genere, organizzata dall’Ambasciatore dell’Unione Europea negli Emirati Arabi Uniti, Patrizio Fondi, realizzata in collaborazione con l’ateneo francese e con la Zayed University.

A dare il patrocinio e aprire ufficialmente la serata con un discorso introduttivo anche lo Sceicco Nahayan Mabarak Al Nahayan, Ministro della Tolleranza degli EAU.

Una formula vincente che ha dato spazio non solo all’intrattenimento, ma anche alla possibilità d’incontro ed interscambio tra gli studenti universitari, emiratini ed internazionali, che frequentano i due atenei e i rappresentanti diplomatici di molti dei 28 Paesi membri dell’Unione. Un modo per festeggiare e al tempo stesso favorire un maggiore coinvolgimento della comunità emiratina, desiderosa di aprirsi, soprattutto alla realtà europea. Scopriamo insieme l’artista Elena Somaré e qualche curiosità in più sulla serata

Quando fischiare è un’arte

La sua melodia è un soffio e quel soffio d’aria lieve sa diventare arte, note, musica. Elena Somaré è un’artista originalissima, è una fischiatrice melodica di grande talento, capace di trasformare l’aria in musica, in voce.

Per il concerto della Giornata Europea ad accompagnarla al pianoforte c’era il giovane Gianluca Massetti che ha riarrangiato per il fischio in controcanto di Elena Somaré tutti i brani eseguiti.

Un viaggio in Europa

Il concerto ha reso omaggio ad un ampio numero di Paesi membri dell’Unione Europea. Si è passati dall’Italia, con Ennio Morricone e Andrea Bocelli, alla Francia, con Édith Piaf e Dalida, dalla Spagna con Joaquín Rodrigo, alla Gran Bretagna con i Beatles, fino alla Svezia degli Abba. È stato anche un viaggio nel tempo, andando da La Danza di Rossini alla contemporaneità, con La Tarantella delle Settefinestre, composta per Elena Somaré da Lincoln Almada.

Il fischio della Somaré non sfocia mai in mero virtuosismo, vuole invece essere la vera, intima voce dell’artista. Un fischio che sa diventare strumento struggente, veicolo di emozioni che riescono a toccare le corde più segrete dell’anima. L’uditorio della Sorbonne University di Abu Dhabi, un pubblico scelto ed esigente, è rimasto incantato dalla potenza della melodia, primi fra tutti il Direttore Esecutivo dell’ateneo, Prof. Eric Fouache, e l’Ambasciatore francese Ludovic Pouille.

Un fischio che sembra canto

Prima di Elena Somaré, c’è stato solo Alessandro Alessandroni, il musicista e compositore romano che fischiettava i motivi degli spaghetti-western di Sergio Leone. Chiedo ad Elena come le sia venuto in mente di intraprendere la sua carriera musicale da fischiatrice e cosa l’abbia ispirata. Forse proprio le pellicole di Sergio Leone con i motivi fischiati da Alessandroni?

“Mi ha ispirato mio padre che fischiava benissimo e io lo imitavo sin da quando avevo 4 o 5 anni -mi racconta Elena- Al posto delle favole mia madre mi faceva ascoltare le opere di Bellini, Verdi, Puccini. Fischiavo Casta Diva già da piccolissima e mi emozionava farlo”. Il fischio è più la tua voce, o il tuo strumento? “Un po entrambe le cose! -risponde Elena- E’ uno strumento bellissimo, caldo, emozionante, intimo. Ma è anche una voce, senz’altro la mia voce, forse quella più profonda, quella dell’anima”.

In concerto tra Vienna e gli Emirati

Elena Somaré esegue i brani con rara musicalità. È una fischiatrice melodica capace di catturare emotivamente un pubblico variegato, passando da quello composito e multiculturale degli Emirati Arabi Uniti ad uno musicalmente esigentissimo come quello viennese, colpendo sempre nel segno.

Memorabile il suo concerto all’Ambasciata d’Italia a Vienna, nel salone delle feste di Palazzo Metternich. Uno degli eventi di maggior rilievo della scena culturale della capitale austriaca della fine del 2018, tanto da aver strappato ben tre bis, con applausi scroscianti perfino da parte del Direttore del Teatro dell’Opera, Dominique Meyer.

Un fischiettio che seduce, quasi come fosse canto. Il fischio di Elena Somaré è la sua voce. A Vienna l’aria soffiata dalle sue labbra è stata in grado di vibrare anche più delle corde vocali, all’unisono con le corde dell’arpa di Lincoln Almada. Ad Abu Dhabi, invece, ha saputo fondersi e tenere testa al suono armonico ed intenso del pianoforte, con un controcanto che si è trasformato in musica universale, capace di arrivare al cuore.

Il fischio melodico e Abu Dhabi

Com’è stato suonare negli Emirati? “Ero un po’ preoccupata perché è la prima volta che mi esibisco in un Paese musulmano. Invece non solo non ho avuto alcun problema ma il pubblico, prevalentemente composto da ragazze emiratine, con indosso abaya e hijab, era interessatissimo. Questo mi ha dato il doppio della soddisfazione perché anche se tutti rimangono sempre un po’ stupiti dal fischio, vedere che anche ragazze musulmane mi abbiano detto di essere rimaste rapite dalla mia musica ha reso questa esperienza fantastica”.

Il concerto di Abu Dhabi puntava a festeggiare l’Europa e al tempo stesso a far conoscere uno strumento nuovo che è anche una voce, il fischio melodico, regalando un’infinità di emozioni. “È il motivo per cui fischio, riuscire a trasmettere emozione e amore per questo strumento così mal considerato. Per me la cosa più bella è vedere il trasporto negli occhi delle persone che mi ascoltano. In quell’istante so che mi stanno veramente ascoltando. C’è uno scambio profondissimo ed è la gratificazione più grande per me”.

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