Emirati leader nel blockchain

Nuovo passo verso la regolamentazione delle criptovalute negli Emirati Arabi Uniti. BitOasis, una piattaforma di cambio su tecnologia blockchain basata negli EAU ed operativa in Medio Oriente e Nord Africa, sarà la prima ad ottenere una licenza speciale per svolgere la propria attività nella regione mediorientale. Un’approvazione preliminare è già arrivata dall’Autorità che regola i Servizi Finanziari negli Emirati, che dipende dall’Autorità del Mercato Globale di Abu Dhabi.

Il settore delle cryptocurrency è per lo più privo di licenze e regole in molti dei principali hub finanziari mondiali. Questa situazione ancora poco chiara ha dato spazio alla creazione di piccole giurisdizioni a Malta e nel Liechtenstein, ma poco si è fatto finora su scala più ampia. Alla fine di febbraio il Bahrain, il più piccolo Paese del mondo arabo, ha legiferato in materia di criptovalute.

Per il mondo di Bitcoin e blockchain, però, la notizia del coinvolgimento di un Paese così importante nell’area del Golfo e nello scacchiere internazionale come gli Emirati Arabi Uniti, potrebbe segnare un decisivo cambio di passo, mettendo ordine nell’attuale giungla deregolamentata. Scopriamo di più su BitOasis e su quanto importanti stiano diventando criptovalute e tecnologia blockchain negli EAU e nel Medio OrienteContinua a leggere

Chi ha paura dei Bitcoin?

In Austria c’è molto scetticismo nei confronti dei Bitcoin e delle criptovalute in genere. Un terzo degli austriaci vorrebbe persino che venissero proibiti, mentre finora solo il 4% dice di averli usati per acquisti, o transazioni. Anche se a Vienna esiste una startup che ha creato i cosiddetti Bitcoin verdi, ovvero amici dell’ambiente, e circa un anno fa ha aperto i battenti in pieno centro la prima “banca in Bitcoin”, il rischio frodi sembra ancora frenare il diffondersi di una cultura delle criptovalute.

Un consistente 14% di austriaci dice di non averne mai sentito parlare, malgrado i Bitcoin, sia pur con qualche inevitabile fluttuazione, continuino a macinare record su record e abbiano fatto il loro ingresso anche nel mondo della finanza, con i recenti scambi sui futures. Il 31% degli austriaci si dice addirittura favorevole a un loro eventuale bando. Una sostanziale sfiducia, caratterizzata dal sospetto e dalla scarsa conoscenza delle cryptocurrency. Il rischio di perdere i propri investimenti per l’azione di cybercriminali è ancora fonte di preoccupazione e forse è alla base della scarsa presa su larga scala di Bitcoin & Co. Questo è il quadro che emerge da un recente sondaggio pubblicato dal quotidiano Der Standard. Vediamo insieme come si compone il campione intervistato e quali altre curiosità emergano sul modo in cui i Bitcoin vengono percepiti in AustriaContinua a leggere