COVID19, dalla neve al deserto

Il contagio da coronavirus non conosce confini. Dalle piste di sci dell’Austria arriva fino a Dubai. Un dipendente della sede emiratina di una grande società di consulenza statunitense ha contratto il COVID-19 dopo un soggiorno in una località sciistica austriaca. Anche un secondo impiegato della stessa azienda, che ha avuto contatti con il primo contagiato, è risultato infetto.

La sede della società di consulenza americana ha immediatamente adottato formule di “smart working”, facendo lavorare da casa i propri dipendenti e, al tempo stesso, ha attivato una capillare opera di disinfezione degli uffici. Inoltre, tutti i dipendenti entrati a vario titolo in contatto con il primo impiegato positivo al coronavirus sono stati invitati ad effettuare i necessari test.

Il primo caso di COVID-19 registrato negli Emirati Arabi Uniti risale al 29 gennaio. Attualmente i casi confermati sono 113, mentre sono 26 le persone guarite. Tutti gli ultimi casi di coronavirus sono stati individuati grazie ai tamponi effettuati all’arrivo in aeroporto. Per tutti, anche per gli asintomatici, è stato imposto il regime di quarantena. Il governo emiratino ha deciso di non rilasciare più visti all’arrivo ai viaggiatori. Le restrizioni al momento riguardano 72 Paesi. Anche i residenti, attualmente all’estero, non potranno fare ritorno negli Emirati, una disposizione stabilita nelle ultime ore e che rimarrà in vigore per varie settimane. Restano per ora esclusi da misure restrittive solo i diplomatici. Molti i collegamenti aerei sospesi a causa del diffondersi del coronavirus. Vediamo quali misure abbia adottato Dubai per far fronte al diffondersi del COVID-19Continua a leggere

Coronavirus, Austria in quarantena

Il governo austriaco ha imposto drastiche misure restrittive in tutto il Paese, mentre sono oltre 1.000 i casi confermati di coronavirus. Il COVID-19 si diffonde con estrema rapidità, con un incremento dei contagiati del 18% in più ogni giorno. Tre finora i decessi. L’ultima vittima del COVID-19, spirata in Stiria, è una donna già in trattamento per varie patologie pregresse. Sei le persone guarite.

L’appello del Cancelliere Sebastian Kurz è perentorio: “State a casa!”. Tanto che il governo turchese-verde ha varato un pacchetto di misure restrittive per far fronte all’emergenza coronavirus, il Corona-Gesetzespaket, che limita fortemente la possibilità di uscire e vieta assembramenti.

È possibile lasciare la propria abitazione solo in tre casi: per motivi improrogabili di lavoro, soprattutto per quelle categorie come il personale medico e le forze dell’ordine; per andare a fare la spesa o acquistare farmaci; per assistere persone che non sono autosufficienti. Restano aperti solo: farmacie, supermercati, banche, uffici postali, benzinai, tabaccai. Ristoranti, bar e café potranno rimanere aperti solo fino alle 15:00. Il Ministro delle Finanze Gernot Blümel (ÖVP), ha deciso un ulteriore finanziamento di 2 miliardi di euro in aggiunta ai 4 miliardi già stanziati, per assicurare liquidità alle imprese e mantenere intatti i posti di lavoro. Da giovedì verrà sospeso il traffico aereo di Austrian Airlines e Laudamotion. 40.000 cittadini austriaci attualmente in viaggio in giro per il mondo sono stati invitati a rientrare in patria con urgenza. Il regime di quarantena varato per St. Anton am Arlberg e per la Valle Paznaun in Tirolo, dove sono presenti pericolosi focolai, è stato esteso anche ad Heiligenblut in Carinzia. Tutte le persone che hanno soggiornato nelle seguenti località sciistiche: Ischgl, Kappl, See, Galtür, Heiligenblut e St. Anton am Arlberg a partire dal 28 febbraio devono assolutamente mettersi in stato di auto-quarantena nella propria abitazione. Altrettanto deve fare chiunque sia venuto in contatto con esse, anche in assenza di sintomi. Vediamo insieme perché questa disposizione è così importanteContinua a leggere

Coronavirus, nuove misure in Austria

Nel giorno in cui i casi confermati di coronavirus salgono a più di 500, l’Austria annuncia le prime zone rosse. St. Anton am Arlberg e la Valle di Paznaun in Tirolo, sedi di focolai di COVID-19, saranno poste in regime di quarantena per le prossime due settimane.

Da lunedì i negozi resteranno chiusi, ad eccezione di supermercati, farmacie, uffici postali, banche, benzinai e tabaccai. Ristoranti, bar e café potranno rimanere aperti solo fino alle 15:00.

Queste misure resteranno in vigore per una settimana ma, se necessario, potranno essere prolungate. Saranno introdotti controlli al confine con la Svizzera. Interrotti, sempre a partire da lunedì, i voli verso Francia, Spagna e Svizzera. Vista l’emergenza da coronavirus, il Ministero degli Esteri austriaco sconsiglia di intraprendere viaggi in questo periodo. Dichiarata chiusa la stagione sciistica nel Salisburghese, Tirolo e Vorarlberg. Se la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente, a Vienna si predispone il necessario per trasformare entro la prossima settimana la struttura espositiva e centro congressi Messehalle a Leopoldstadt in un enorme ospedale con 880 posti letto. Vediamo quali altre misure verranno prese in Austria a partire dalla prossima settimana

Continua a leggere

Austria, 206 casi di coronavirus

I casi confermati di COVID-19 in Austria sono 206. A Vienna 4 persone sono in gravi condizioni, ricoverate nei reparti di terapia intensiva, altre due in Stiria. Gli ultimi 9 contagiati da coronavirus si sono registrati in Tirolo. Cancellate al momento le lezioni in tutte le università austriache, mentre si incentiveranno offerte di e-learning. Chiusi tutti i musei federali, i grandi teatri, sospesi i concerti e le rappresentazioni dell’opera almeno fino alla fine di marzo. Banditi eventi all’aperto con più di 500 persone e al chiuso con più di 100 persone. Uniche eccezioni: le riunioni parlamentari, quelle dei consigli comunali, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.

Rimangono aperti centri commerciali e supermercati. Aperti anche bar, ristoranti, discoteche e pub, ma senza superare il limite imposto di 100 persone. Restano attivi i mezzi pubblici. Si giocherà a porte chiuse l’amichevole di calcio tra Austria e Turchia, in programma nella capitale, all’Ernst Happel Stadion il 30 marzo. Cancellate le finali di Coppa Europa di sci alpino previste a Saalbach dal 16 al 22 marzo. La maratona di Vienna, prevista per il 19 aprile, è stata annullata. Le autorità austriache si preparano anche a far entrare in vigore l’eventuale chiusura di scuole e asili nido, anche se per ora non vengono sospese le lezioni, ma solo gite ed eventi scolastici. Il Cancelliere Sebastian Kurz propone di incentivare il lavoro da casa, mentre il Ministro della Salute Rudolf Anschober (Grünen) chiede ai cittadini austriaci di usare cautela e particolare attenzione nei confronti dei più vulnerabili, ovvero le persone al di sopra dei 70 anni d’età e quelle con patologie pregresse. Vediamo quali siano le misure stabilite lungo i confini con l’Italia.

Continua a leggere

Vienna, 3 casi di coronavirus

I casi confermati di coronavirus a Vienna salgono a tre. Cinque i contagiati in tutta l’Austria. Intensificato il servizio di radio medicina. Il piano di contenimento del COVID-19 parla chiaro: chi presenti sintomi influenzali non deve recarsi al pronto soccorso o negli studi medici. I contagiati nella capitale austriaca al momento sono il 72enne ricoverato all’ospedale Kaiser-Franz-Josef e marito e moglie, rientrati da una vacanza in Italia, luogo in cui potrebbero aver contratto il virus. Le loro condizioni di salute sono buone e continuano la loro quarantena nella propria abitazione. I due figli della coppia sono stati sottoposti al test. Stabile la situazione in Tirolo, con due contagiati.

In una conferenza stampa congiunta il Ministro della Salute, il verde Rudolf Anschober, e il Ministro dell’Interno, il popolare Karl Nehammer, hanno illustrato i vari punti di cui si compone il piano previsto per contenere il diffondersi del virus nel Paese. Al comparire di sintomi sospetti i cittadini austriaci sono stati invitati a chiamare il 1450 per ricevere informazioni mediche e assistenza. Per avere informazioni è attiva una hotline: 0800 555 621. Vediamo quali altre misure prevede il piano delle autorità austriache e cosa sia accaduto al Ministro degli Esteri, appena rientrato da una missione in IranContinua a leggere

Coronavirus, 2 casi in Austria

Primi due casi di coronavirus in Tirolo. A confermarlo il Governatore Günther Platter (ÖVP). I due contagiati sono ricoverati nell’ospedale di Innsbruck. Anche il secondo test effettuato ha dato esito positivo al COVID-19. Si tratta di due 24enni, entrambi residenti ad Innsbruck, che al momento non manifestano sintomi gravi, ma solo un po’ di febbre. Le loro condizioni non vengono giudicate preoccupanti. Non sarebbero in pericolo di vita. Uno dei due ragazzi sembra sia arrivato dalla Lombardia, rendendo alte le probabilità che il contagio possa essere avvenuto proprio lì. Come ha affermato il Ministro dell’Interno, Karl Nehammer (ÖVP), si punta all’individuazione di tutte le persone entrate in contatto con i due giovani infetti. Al momento vi sono 12 persone in quarantena in Tirolo, tutte venute in contatto con i due 24enni. Finora sono stati effettuati test su 62 persone

Vi sarebbe anche un altro possibile contagiato a Linz, capoluogo dell’Alta Austria. Klaus Luger (SPÖ), sindaco della terza città più grande del Paese dopo Vienna e Salisburgo, ha dichiarato che il possibile contagiato è un 55enne, rientrato da un viaggio in Italia, a Venezia. I sintomi presentati dall’uomo sembrano riconducibili al COVID-19. Ai suoi compagni di viaggio è stato chiesto di rimanere a casa, almeno finché i risultati del test non saranno resi disponibili. In ogni caso anche tutti coloro che hanno preso parte alla gita saranno sottoposti al test per l’identificazione del coronavirus. Una turista italiana di 56 anni è deceduta in Carinzia, nella città di Bad Kleinkirchheim. Si attendono ancora i risultati dei test per determinare se la morte sia stata o meno provocata dal coronavirus. Vediamo come le autorità austriache intendano fronteggiare il diffondersi della malattiaContinua a leggere