Droni, Dubai aiuta Londra

SOS sicurezza in volo. Londra chiede aiuto a Dubai per risolvere il problema del controllo dei droni nei propri spazi aerei. Dopo il caos nei cieli londinesi, con gli aeroporti di Gatwick e Heathrow tenuti sotto scacco nel periodo natalizio dalla minaccia dei droni, la capitale inglese si rivolge all’emirato in cerca di soluzioni efficaci.

Ad oggi Dubai è la città con il know how più avanzato nella gestione e regolamentazione dei droni. Una capacità conquistata a caro prezzo, dopo aver sperimentato nel 2015 la chiusura del proprio aeroporto, il terzo al mondo per numero di passeggeri, per un allarme causato da un drone. Quella dell’emirato fu tra le più lunghe e devastanti paralisi del traffico aereo verificatesi su scala planetaria, costata attorno al milione di dollari al minuto (3,6 milioni di AED).

Una dura lezione che è servita a sviluppare un’expertise e a formulare una strategia vincente, ponendo argini all’uso indiscriminato dei velivoli radiocomandati attraverso regole severe e l’applicazione di pene detentive e multe salatissime ai trasgressori. Scopriamo cosa preveda la legislazione emiratina, quale scambio sia finora avvenuto tra Londra e Dubai e quanto pericolosi possano essere i droniContinua a leggere

Nudi scandalosi

Ancora oggi Egon Schiele, provoca scandalo, con i suoi nudi eroticissimi. A Londra, Amburgo e Colonia alcune sue opere sono state censurate e coperte perché giudicate scabrose e inadatte ad essere esposte in luoghi pubblici. I due dipinti, che raffigurano nudità palpitanti, guizzanti, corpi nodosi e contorti, pervasi di vitalità ed erotismo, fanno parte di una campagna con cui l’Ente del Turismo viennese ha voluto pubblicizzare in ambito europeo le celebrazioni del centenario della scomparsa di Egon Schiele, di cui ricorre l’anniversario proprio nel 2018. In questa occasione, a partire dal mese di febbraio, verranno organizzati mostre ed eventi. L’arte del maestro del primo espressionismo viennese ha sempre affascinato per la sua intensità e per quella sensualità cruda, potente, senza filtri che la caratterizzano. Eppure proprio nella Gran Bretagna e nella Germania di oggi, sull’opera di Schiele, uno degli artisti più rappresentativi del modernismo viennese e del 20esimo secolo, è calata implacabile la scure della censura. Sembra incredibile, ma Nudo maschile seduto (autoritratto) e Ragazza con calze arancioni, entrambi capolavori della collezione permanente del Leopold Museum, sono stati considerati troppo osé per essere esposti nella metropolitana londinese e per essere mostrati sui cartelloni pubblicitari delle strade di Amburgo e Colonia.

Wien Tourismus / Christian Lendl

Entrambi i nudi ritraggono in modo dettagliato e realistico i genitali maschili e femminili, esposti in primo piano, senza alcun pudore, senza tradire vergogna, anzi in maniera ostentata, quasi sfacciata. Immagini di una modernità sconvolgente. Forse troppo anche per la nostra società contemporanea. Quasi a dirci che nella Vienna d’inizio ‘900 vi fossero più libertà, più apertura mentale, più spregiudicatezza. All’ottusità di questi novelli “Braghettoni”, che hanno rifiutato di esporre persino versioni con i genitali pixelati, l’Ente del Turismo viennese ha risposto con indubbia prontezza e intelligenza, facendo appello all’autocensura. Un modo per trasformare un problema in un’opportunità e in una efficace trovata di marketing che alla fine si è rivelata vincente. Le nudità, infatti, sono state coperte con un riquadro bianco, su cui campeggia la scritta: “Ci dispiace, hanno 100 anni ma sono ancora troppo audaci al giorno d’oggi”. E per chi voglia ammirarli senza censure, così come Egon Schiele li ha concepiti, non resta che recarsi nella capitale austriaca. Vediamo insieme tutti i manifesti censurati e scopriamo la provocatoria ed efficacissima strategia usata dall’Ente del Turismo di Vienna, che tanta eco ha avuto sui social media e sulla stampa internazionale.  Continua a leggere