Smartphone al self-service

Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è stato lanciato il primo distributore automatico di smartphone. Un self-service attivo 24 ore su 24, per acquistare telefonini di ultima generazione Android e iOS, il primo del genere negli EAU. Il nuovo servizio è nato dalla collaborazione tra l’operatore telefonico emirato Etisalat  e la ADNOC Distribution, la compagnia nazionale di distribuzione della benzina.

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La vending-machine si trova nella Abu Dhabi Corniche, ossia il lungomare dell’emirato. Il servizio è un progetto pilota per sviluppare un sistema di vendita al dettaglio sempre più efficiente e avanzato.

L’obiettivo è dare ai clienti l’opportunità di poter avere le ultime novità tecnologiche con un’esperienza di acquisto digitalizzata, che sia più veloce e fluida possibile. Infatti, per comprare uno smartphone bastano appena 5 minuti. Esattamente ciò che ci si aspetta da un Paese che si candida sempre più a diventare un laboratorio del modo di vivere del futuro. Scopriamo insieme qualche curiosità in più su questo distributore automatico di smartphoneContinua a leggere

Bella Hadid, Dior, gli Emirati

Non sono bastate le scuse, in inglese e in arabo. Su Bella Hadid, modella tra le più pagate al mondo e testimonial di Dior, si è scatenata l’ira furibonda dei fan di mezzo mondo. La sua colpa: un post giudicato razzista su Instagram. E dopo le vibrate proteste sui social media le sue immagini sono state rimosse da tutti i negozi della casa di moda Dior, negli Emirati Arabi Uniti e in tutti i Paesi del Golfo. Ma non è tutto, sembra che i fan, inferociti, abbiano anche attuato forme di boicottaggio dei prodotti di bellezza del marchio del lusso francese, proprio per punire la Hadid e il suo post offensivo.

La modella statunitense, di origini palestinesi e olandesi, ha realizzato la campagna pubblicitaria della maison francese e adesso non c’è boutique o punto vendita Dior negli EAU e nei Paesi del GCC (Arabia Saudita, Bahrain, Oman, Qatar, Kuwait) che non abbia ritirato tutte le foto della Hadid, a partire dal famosissimo Dubai Mall. E non è tutto. Anche il Mall of the Emirates, lo shopping center di Dubai famoso per la sua pista da sci, ha preso le distanze dalla modella e ha confermato di aver annullato un evento che avrebbe dovuto avere come protagonista casa Dior.

A scatenare queste violente reazioni e un coro unanime di condanna è stato un post pubblicato su Instagram da Bella Hadid che, in attesa del volo in aeroporto, mostra i piedi accavallati e poggiati contro il vetro di una finestra, con indosso un paio di stivaletti. Dietro la suola delle sue scarpe, sullo sfondo, si vedono chiaramente i velivoli di due compagnie aree arabe, quella emiratina e quella saudita, con la scritta: “anotha one”. Rivolgere la suola delle scarpe a qualcuno è un’offesa gravissima nel mondo arabo. Da qui l’ira suscitata da quello scatto, con l’hashtag #BellaHadidIsRacist diventato in poco tempo virale. Vediamo insieme il post pubblicato e successivamente cancellato da Bella Hadid

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Dubai, matrimoni reali

Tre matrimoni reali celebrati in contemporanea. Dubai festeggia i rampolli di casa Al Maktoum con una cerimonia nuziale multipla. Hamdan, Maktoum e Ahmad, rispettivamente 36, 35 e 32 anni, si sono sposati con tre fanciulle appartenenti sempre alla famiglia regnante Al Maktoum.

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I tre figli dello sceicco Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai, segna un evento storico. I festeggiamenti, in coincidenza con la celebrazione dell’Eid Al Fitr, che segna la fine del Ramadan, si sono svolti nel centro convegni World Trade Centre. Centinaia gli invitati importanti che hanno reso omaggio alle tre giovani coppie della casa reale che si sono sposate il 15 maggio scorso con una cerimonia religiosa privata, ma che ieri hanno voluto condividere pubblicamente la loro promessa d’amore. Scopriamo qualche curiosità in più sulla festa dei rampolli di casa Al Maktoum e sugli ospiti illustriContinua a leggere

Emirati leader nel blockchain

Nuovo passo verso la regolamentazione delle criptovalute negli Emirati Arabi Uniti. BitOasis, una piattaforma di cambio su tecnologia blockchain basata negli EAU ed operativa in Medio Oriente e Nord Africa, sarà la prima ad ottenere una licenza speciale per svolgere la propria attività nella regione mediorientale. Un’approvazione preliminare è già arrivata dall’Autorità che regola i Servizi Finanziari negli Emirati, che dipende dall’Autorità del Mercato Globale di Abu Dhabi.

Il settore delle cryptocurrency è per lo più privo di licenze e regole in molti dei principali hub finanziari mondiali. Questa situazione ancora poco chiara ha dato spazio alla creazione di piccole giurisdizioni a Malta e nel Liechtenstein, ma poco si è fatto finora su scala più ampia. Alla fine di febbraio il Bahrain, il più piccolo Paese del mondo arabo, ha legiferato in materia di criptovalute.

Per il mondo di Bitcoin e blockchain, però, la notizia del coinvolgimento di un Paese così importante nell’area del Golfo e nello scacchiere internazionale come gli Emirati Arabi Uniti, potrebbe segnare un decisivo cambio di passo, mettendo ordine nell’attuale giungla deregolamentata. Scopriamo di più su BitOasis e su quanto importanti stiano diventando criptovalute e tecnologia blockchain negli EAU e nel Medio OrienteContinua a leggere

Il Ministero delle possibilità

La parola impossibile non esiste, non nel vocabolario degli Emirati Arabi Uniti. Ecco perché è nato il Ministero delle Possibilità. Un dicastero virtuale che in realtà rappresenta uno sforzo collettivo di vari ministeri -tra cui quello dell’Interno, degli Affari Finanziari, della Cultura e Sviluppo della Conoscenza– per attuare le linee programmatiche della leadership emiratina. Il Ministero delle Possibilità aiuterà a realizzare gli ambiziosi obiettivi su cui si fonda la visione di ampio respiro dello Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vicepresidente e Primo Ministro degli EAU e Sovrano di Dubai.

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Il governo compie le sue scelte guidato da una capacità di visione a lungo termine, con piani che hanno un orizzonte temporale di 20-30 anni. Il dicastero del possibile sarà preposto allo sviluppo degli Emirati, imprimerà un’accelerazione al processo di digitalizzazione, trasformerà il Paese nel laboratorio della civiltà del domani. Migliorerà i servizi, risolverà i problemi anche grazie alle nuove tecnologie, renderà agili le strutture governative, disegnerà soluzioni in anticipo, rendendo possibile l’impossibile.

Dopo quello della Felicità, della Tolleranza e dell’Intelligenza Artificiale, il Ministero delle Possibilità è l’ultima espressione della strategia politica emiratina. Non vi è un ministro alla guida, bensì una squadra di ministri che fanno già parte dell’esecutivo, destinata a lavorare in modo trasversale e sinergico per il bene del Paese. Scopriamo qualche curiosità in più e quali sono alcuni dei componenti del dicastero appena nominatiContinua a leggere

L’Europa in un fischio

L’UE ha festeggiato la Giornata Europea 2019 negli Emirati con un concerto originalissimo alla Sorbonne University di Abu Dhabi. Protagonisti della serata, Elena Somaré, fischiatrice melodica, e Gianluca Massetti, compositore e pianista. Due musicisti di indubbio talento capaci di creare un’atmosfera densa di emozioni con le note avvolgenti del pianoforte e il soffio trasformato in voce suadente.

Un’iniziativa unica nel suo genere, organizzata dall’Ambasciatore dell’Unione Europea negli Emirati Arabi Uniti, Patrizio Fondi, realizzata in collaborazione con l’ateneo francese e con la Zayed University.

A dare il patrocinio e aprire ufficialmente la serata con un discorso introduttivo anche lo Sceicco Nahayan Mabarak Al Nahayan, Ministro della Tolleranza degli EAU.

Una formula vincente che ha dato spazio non solo all’intrattenimento, ma anche alla possibilità d’incontro ed interscambio tra gli studenti universitari, emiratini ed internazionali, che frequentano i due atenei e i rappresentanti diplomatici di molti dei 28 Paesi membri dell’Unione. Un modo per festeggiare e al tempo stesso favorire un maggiore coinvolgimento della comunità emiratina, desiderosa di aprirsi, soprattutto alla realtà europea. Scopriamo insieme l’artista Elena Somaré e qualche curiosità in più sulla serataContinua a leggere

Emirati e Italia più vicini

La missione italiana negli Emirati Arabi Uniti è stata un successo. Tre i MoU (Memorandum of Understanding), che aprono a future cooperazioni, siglati dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e dal Ministro dell’Economia emiratino Sultan Bin Saeed Al Mansouri. Inoltre, sono state stabilite importanti partnership in settori strategici come l’innovazione, le startup, l’energia. 200 aziende italiane hanno preso contatti e si sono confrontate con altrettante controparti emiratine, intessendo preziosi rapporti d’affari nel corso del business forum di Dubai, organizzato dall’ICE Italian Trade Agency.

Una visita con un preciso obiettivo: rinsaldare le relazioni tra i due Paesi ponendo le basi per intensificare anche la collaborazione economica. L’agenda di incontri di Di Maio è stata fittissima di appuntamenti e ha previsto anche un incontro con il Ministro dell’Intelligenza Artificiale degli EAU, Omar bin Sultan Al Olama, 29enne, primo al mondo alla guida del dicastero dedicato all’AI, nominato nel dicembre 2017. 

Mentre i giornalisti italiani si sono concentrati di più su temi legati alle contraddizioni e continue frizioni di un governo costantemente in cerca di equilibrio e sintesi tra le sue due componenti, gialla e verde, i media internazionali hanno incalzato maggiormente il Ministro dello Sviluppo Economico e Vice Presidente del Consiglio sull’economia italiana e sui suoi rapporti con gli altri Paesi dell’Unione europea. Scopriamo insieme qualche altra curiosità sulla futura cooperazione tra Emirati Arabi Uniti e ItaliaContinua a leggere

Expo 2020 Dubai, -18 mesi

Manca un anno e mezzo ad Expo 2020 Dubai. Con il trascorrere dei giorni vengono svelati dettagli e curiosità sui progetti dei vari padiglioni. Grande è l’attesa per l’Esposizione Universale più futuribile e sensazionale di tutti i tempi.

I 190 Paesi partecipanti cercano di rendere memorabile l’esperienza dei visitatori, generando stupore con il design ardito delle strutture e mantenendo alte le aspettative del pubblico con un ampio ricorso alle nuove tecnologie. Molto scalpore ha suscitato la recente rivelazione del Padiglione della Finlandia che ha annunciato di voler fare arrivare la neve nel deserto degli Emirati.

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Ma c’è molto di più da scoprire come, ad esempio, la creazione di un fiume amazzonico. Vediamo insieme novità e progetti per Expo 2020 Dubai rivelati nelle ultime settimaneContinua a leggere

Vienna fa il pieno negli Emirati

Il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha fatto acquisti negli Emirati Arabi Uniti. OMV e Borealis hanno siglato due accordi preliminari per future collaborazioni nel campo della raffinazione del greggio con Adnoc, la compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi. Un patto di affari che ha visto coinvolto assieme al Cancelliere anche lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario e vice Capo Supremo delle Forze Armate degli EAU.

BKA – Dragan Tatic

Un accordo importante che consolida una partnership commerciale nell’ambito degli idrocarburi, dall’estrazione alla raffinazione, distribuzione e trasformazione, già avviata fin dallo scorso aprile, con la prima visita di Kurz ad Abu Dhabi, fruttata all’epoca il 20% dei giacimenti petroliferi offshore di SARB ed Umm Lulu. Era poi seguita, nel dicembre 2018, la concessione del 5% sullo sfruttamento dei giacimenti ultra acidi di Ghasha per 40 anni. Poi nel gennaio 2019 la concessione del 15% della capacità di raffinazione di Adnoc, considerando Adnoc Refining come un’impresa del valore di 19,3 miliardi di dollari.

BKA – Dragan Tatic

Mentre l’Italia sembra tardare a farsi avanti e mostrarsi un partner affidabile e solido con cui stringere patti e fare affari, l’Austria si attiva facendo il possibile per assicurarsi commesse di rilievo nel settore energetico e degli idrocarburi. Scopriamo insieme i termini dei due accordi portati a segno dall’AustriaContinua a leggere

Gli Emirati e la blacklist

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati inclusi nella lista dei Paesi che non cooperano con l’Unione europea in materia fiscale. Un fulmine a ciel sereno per gli EAU. Era  infatti in atto da mesi un processo di adeguamento del sistema di tassazione in conformità con le nuove richieste presentate dall’Ue. Da ottobre la collaborazione si era intensificata, pur con momenti di poca chiarezza da ambo le parti, ma sempre all’insegna della disponibilità da parte emiratina ad armonizzare la propria tassazione alla trasparenza e allo scambio di informazioni imposti dall’Europa, che punta così a colpire l’evasione fiscale, soprattutto di multinazionali e grandi imprese, ma anche di persone fisiche.

Irremovibile la posizione del Commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, con gli Emirati, la seconda potenza economica del mondo arabo. Una chiusura senza appello, quella di Moscovici, che rischia di diventare un boomerang per l’Unione europea, creando una frizione tra due economie legate da solidi scambi commerciali. Gli EAU sono stati inseriti nella blacklist assieme ad altri 10 Paesi, nonostante stessero adeguando i propri standard a quelli richiesti dall’Ue, attraverso una serie di riforme che richiedono un’approvazione di nuove regole a livello federale. Un processo con una durata di vari mesi, che dovrebbe concludersi al più tardi entro ottobre 2019.

La  Wam, l’Agenzia stampa degli Emirati, ha diffuso un comunicato: “L’inserimento degli EAU nella blacklist è avvenuto nonostante la stretta cooperazione con l’Ue in materia di tassazione e gli sforzi tuttora in corso per adeguarsi ai parametri richiesti”. Le autorità emiratine, soprattutto quelle bancarie, si dicono sicure che in tempi brevi gli EAU saranno cancellati da quel famigerato elenco, confermando le trattative in corso per apportare modifiche legislative fiscali, in linea con le disposizioni europee. Scopriamo qualche risvolto in più sull’aggiunta degli EAU alla lista nera, quali implicazioni abbia sulle imprese  e quali siano gli altri Paesi non cooperativiContinua a leggere