Dubai, apre la ruota più alta del mondo

Ain Dubai, la ruota panoramica più grande e alta del mondo, apre al pubblico. Dai suoi 250 metri di altezza si gode una vista a 360 gradi sull’emirato. Un giro completo dura 38 minuti. Tutti venduti i biglietti per il primo giorno di visite. La ruota dei record ha un nome molto evocativo, Ain Dubai, che significa l’Occhio di Dubai, e domina dall’isola artificiale di Bluewaters Island l’intera costa lungo la quale si snoda la città, regalando emozioni forti e un panorama mozzafiato.

Dalle sue 48 cabine è possibile ammirare la suggestiva skyline di Dubai che si disvela dall’alto in un’inedita prospettiva, con i suoi edifici simbolo Burj Khalifa e Burj Al Arab. Una tappa da non perdere da non perdere se si pianifica di visitare gli Emirati durante Expo 2020. Ogni cabina super lusso può accogliere fino ad un massimo di 40 persone, per un totale di 1.750 visitatori in una volta. Per motivi di sicurezza legati alla pandemia si è per ora preferito limitare gli ospiti a 10-12 per ciascuna cabina. Per issare la Ain Dubai è stato necessario utilizzare la gru cingolata più grande del mondo, con anello girevole del peso di 5.000 tonnellate. Nessun dubbio sulla sua solidità e stabilità, soprattutto dopo che il Principe ereditario, lo Sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, si è fatto riprendere appollaiato sul tetto di una delle cabine tra lo stupore generale. Scopriamo insieme curiosità in più su Ain Dubai che si appresta a diventare una delle principali attrazioni dell’emirato.  Continua a leggere

The magical Liwa desert

In Liwa, in one of the most evocative landscapes of the Arabian Peninsula, there is a resort with luxury tents to experience the desert in every comfort. With its unique shapes and colours, the Liwa desert is the northernmost edge of the Rub’ al Khali, the so-called “Empty Quarter”, the world’s largest sand desert. Liwa Oasis is located 150 kilometres southwest of the city of Abu Dhabi and is one of the United Arab Emirates’ scenic landscape jewels.

‘Liwa Nights’, is the name of this original retreat, combining traditional elements of the Bedouin culture with a modern concept of comfort. It’s the so-called glamping, a word that derives from the fusion of camping and glamour, a concept that allows you to experience life in the desert, in contact with the wild without giving up the comforts. A perfect environmentally friendly combination which turns out to be an alternative to super-luxurious hotels heavily impacting on nature with their invasive buildings.

“I worked in the cultural field and I noticed that expats in the Emirates did not have many opportunities to meet with locals and learn about the true Emirati hospitality,” tells me Salem Mazrouie, owner and creator of Liwa Nights’ project. Being able to intercept the need of those who were not born in the Emirates of getting in touch with the Emirati population is Salem Mazrouie’s great intuition. Let’s find out more about this unique resort, surrounded by a boundless expanse of sand dunes.  Continua a leggere

Expo, un futuro migliore insieme

Spettacolo mozzafiato all’Expo di Dubai, con una cerimonia high-tech e visionaria. Un unico messaggio sotteso: battersi per un futuro migliore. La serata si è snodata con grande ritmo dalla Yowlah, la tradizionale danza emiratina caratterizzata dalle percussioni, al gran finale con il tenore italiano Andrea Bocelli. Coreografie di straordinario impatto scenografico; musica classica e pop, con l’alternarsi sapiente di atmosfere trascinanti, poetiche ed epiche; danze coinvolgenti; artisti di fama mondiale che hanno saputo emozionare il pubblico. Protagonista indiscussa la cupola di Al Wasl Plaza e le strabilianti proiezioni sulla sua superficie che hanno amplificato l’effetto delle danze dal vivo, ipnotizzando gli spettatori.

Unità, ottimismo, tenacia. Expo 2020 Dubai non è solo un inno all’innovazione, è anche e soprattutto un richiamo forte alla coesione tra i popoli, una spinta a ritrovare legami e armonia con la natura, un’esortazione forte alla cooperazione tra gli uomini per costruire tutti assieme un futuro sostenibile, riuscendo a salvare il nostro pianeta.

Questo il fil rouge dell’intera cerimonia di apertura, impreziosita da quadri scenografici che riproducevano con coreografie dal vivo e proiezioni sulla calotta semisferica della cupola cieli stellati, fondali oceanici, nuvole e foreste incantate.  Scopriamo di più sulla serata di apertura di questa memorabile edizione dell’Esposizione universale di Dubai.  Continua a leggere

Dubai, Expo 2020 al via stasera

Tutto è pronto per la cerimonia di apertura di Expo 2020. A Dubai South è stata costruita una città del futuro grande 480 ettari, come 600 campi di calcio. Controlli e test continuano senza sosta, come pure la messa a punto dei piani per fronteggiare le emergenze e dei protocolli di sicurezza. L’Esposizione universale di Dubai è pensata per offrire ai visitatori un’esperienza coinvolgente, combinando senza soluzione di continuità gli stimoli provenienti dai vari padiglioni nazionali e dai tre Padiglioni tematici.

La cerimonia di apertura inizierà tra poco nella scenografica Al Wasl Plaza. L’iconica e gigantesca cupola, realizzata grazie all’ingegno e al prezioso contributo italiano, pesa più di 500 tonnellate ed è dotata di 200 proiettori che la rendono un’enorme superficie di proiezione. Prenderanno parte allo spettacolo ben 900 persone provenienti da 64 Paesi. Tra suggestivi fuochi d’artificio, sfilata di bandiere nazionali e grande musica, sarà una serata memorabile. Vediamo insieme quali misure verranno adottate, anche in chiave Covid-19.  Continua a leggere

Dubai, 9 giorni a Expo 2020

Mancano pochi giorni all’inizio di Expo 2020. Dubai è pronta a dare il via allo spettacolo internazionale più atteso dell’anno. Lanciata oggi la canzone ufficiale “This Is Our Time”. La prima Esposizione Universale che si svolge nel Medio Oriente sta per aprire le porte ai visitatori di tutto il mondo. Sei mesi di show strabiliante dal primo ottobre al 31 marzo 2022.

Ad interpretare il brano che farà da colonna sonora all’evento tre artisti scelti per celebrare l’orgoglio nazionale e al tempo stesso lo spirito di cooperazione internazionale, in sintonia perfetta con il motto di Expo 2020: “Connecting Minds, Creating the Future” (Connettere le menti, creare il futuro).

Un trio d’eccezione composto da Hussain Al Jassmi, pianista, compositore, cantante emiratino la cui fama è riconosciuta in tutta la regione mediorientale e ambasciatore di Expo 2020; Mayssa Karaa, cantautrice libanese-americana nata a Beirut e basata a Los Angeles, che oltre ad aver ricevuto una nomination ai Grammy Awards è anche il Direttore artistico della Firdaus Orchestra, orchestra tutta al femminile di Expo 2020; e Almas, cantautrice emiratina appena 21enne ma già nominata da Spotify miglior talento femminile del Medio Oriente. Scopriamo di più sull’Esposizione Universale di Dubai che si preannuncia come l’edizione più straordinaria di sempre.  Continua a leggere

Dubai, prima moschea green

Inaugurata a Dubai la prima moschea sostenibile del mondo. Riduce del 26,5% il consumo di energia e del 55% quello di acqua. È stata costruita con materiali riciclati ed è dotata sia di un impianto fotovoltaico, sia di uno di depurazione delle acque. L’innovativo luogo di culto green messo a punto dalla DEWA, l’Autorità per l’Energia e l’Acqua di Dubai, ha ottenuto il certificato di platino rilasciato dal U.S. Green Building Council, l’organizzazione no profit, con quartier generale a Washington D.C., che promuove la sostenibilità applicata al design e alla costruzione degli edifici.

Courtesy: DEWA

L’elevata sostenibilità del progetto è in linea con il Dubai 2040 Urban Master Plan, il piano urbanistico dell’emirato varato di recente dal sovrano Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice-Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti. Scopriamo particolari in più su questa nuova moschea eco-friendly.  Continua a leggere

Inside a Van Gogh painting

You can walk into alive Vincent Van Gogh paintings in Dubai. Infinity Des Lumières provides such a new, immersive experience at the Dubai Mall. Is this immersive experience going to be the future of art? Experts are wondering why living Vincent Van Gogh paintings are increasingly gaining ground. Currently, there are at least two ongoing exhibitions in New York similar to that on show in Dubai. Purists turn up their nose, but the main point is: will these initiatives strengthen art? The general public cling to these out of any classic standard exhibits because in the selfie society any chance to share the most spectacular moment on social media is not to be missed. 

The experience at Infinity Des Lumières, the largest digital art center in the Middle East, is not without such indulgence, not surprisingly suggesting every once and again photogenic spots for best ever selfies. You can even find a room full of mirrors with the ubiquitous spot where to take the perfect selfie. These exhibitions seem to bring closer to art people who would not otherwise be even driven by the desire to enter a museum or a gallery. Music and animations do the rest, making painting accessible and attractive, expanding its imaginative power. If these immersive digital experiences deserve a credit, it’s because they contribute to making art accessible for a general audience, tweaking it to 21st century communication, with technology and innovation increasingly becoming a cultural paradigm.

Digital art galleries like these do not replace museums and original artworks, with their depth and materiality. They represent instead a different consumption of art, all experiential, intended for an audience used to interacting with technology. Being immersed in famous paintings is what people want to experience, a result achieved with high-resolution image animations projected on giant screens. Let’s go and see how digital art galleries work, some of the most evocative images and what are the other exhibitions currently on show at the Infinity Des Lumières digital gallery in Dubai.  Continua a leggere

Dentro un Van Gogh

A Dubai si può entrare nelle opere di Vincent Van Gogh. Infinity Des Lumières, al Dubai Mall, offre questa nuova esperienza immersiva. Sarà il futuro dell’arte? Gli esperti si interrogano su questo fenomeno che sta prendendo sempre più piede. Infatti, vi sono almeno due mostre simili a quella di Dubai in corso a New York. I puristi storcono il naso, ma l’interrogativo principale è: l’arte grazie a queste iniziative ne uscirà rafforzata? Il pubblico sembra apprezzare queste esibizioni fuori dai canoni classici anche perché nella società dei selfie ogni motivo è buono per condividere i momenti più spettacolari sui social media.

Non è esente da questo l’esperienza alla Infinity Des Lumières, il più vasto centro d’arte digitale del Medio Oriente, che non a caso suggerisce angoli fotogenici per autoscatti incredibili. Vi è addirittura una stanza piena di specchi, con l’immancabile spot per il selfie perfetto. L’impressione è che queste mostre riescano ad avvicinare all’arte persone che altrimenti neppure verrebbero sfiorate dal desiderio di entrare in un museo o in una galleria. La musica e le animazioni fanno il resto, rendendo la pittura accessibile e appetibile, ampliandone il potere immaginifico. Se un merito hanno queste esperienze digitali di tipo “immersive” è di contribuire a rendere l’arte divulgativa, adattandola allo stile della comunicazione del 21esimo secolo, in cui tecnologia e innovazione diventano sempre più un paradigma culturale.

Queste gallerie digitali non sostituiscono di certo i musei e le opere originali, con la loro profondità e matericità. Al contrario rappresentano una diversa fruizione dell’arte, tutta esperienziale, per un pubblico abituato ad interagire con la tecnologia. Trovarsi dentro alcuni famosi dipinti è l’esperienza che si cerca, che si ottiene attraverso animazioni di immagini ad alta risoluzione proiettate su schermi giganti. Scopriamo insieme i meccanismi, alcune tra le immagini più evocative e quali siano le altre mostre attualmente visitabili nella galleria digitale Infinity Des Lumières di Dubai.  Continua a leggere

La cripto-banca del vino

Nasce la Italian Wine Crypto Bank, prima cripto-banca del vino italiano basata su blockchain e criptovalute. Il suo cuore tecnologico è a Dubai. La IWCB non ha scelto a caso l’emirato, hub innovativo di punta nello scenario internazionale, capace di supportare tecnologicamente e sviluppare un progetto così ambizioso e futuribile. La ragione sociale, invece, è stata stabilita ad Hong Kong, perché i vini italiani stanno conquistando sempre più spazio sul mercato cinese. La Italian Wine Crypto Bank di fatto è un luogo, non fisico, in cui comprare vini pregiati italiani utilizzando esclusivamente criptomonete.

“In Italia si guarda con molto sospetto a token, digital asset e criptocurrency, ma se persino la più grande casa d’aste del mondo come Christie’s ha iniziato ad accettare monete virtuali per il pagamento di aste tradizionali, il futuro appare ben delineato” mi racconta Rosario Scarpato, Fondatore e Direttore dell’Italian Wine Crypto Bank. La IWCB intende mettere assieme le cantine e i produttori vitivinicoli con coloro che utilizzano la tecnologia blockchain e i digital asset, circa 200 milioni di persone in tutto il mondo. Un settore di mercato che comprende la fascia di età tra i 29 e i 35 anni, con elevata disponibilità finanziaria e un livello di istruzione alto. “La Italian Wine Crypto Bank non punta solo a coinvolgere i cosiddetti bitcoiner, ma anche a raggiungere i collezionisti, aprendo nuovi mercati ai vini di pregio del nostro Paese” sottolinea Rosario Scarpato. Vediamo insieme come funziona questa cripto-banca del vino e quali cantine italiane vi hanno finora aderito.  Continua a leggere

Emirati, aperta Ambasciata a Tel Aviv

Apre a Tel Aviv l’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti, prima sede diplomatica di un Paese del Golfo Arabico sul suolo israeliano. Presente anche il Presidente di Israele Isaac Herzog, da poco in carica. Un evento storico che crea un legame sempre più stretto tra i due Paesi e contribuisce ad una maggiore stabilità del Medio Oriente. Solo qualche settimana fa, il 29 giugno, in occasione della prima visita ufficiale del Ministro degli Esteri Yair Lapid (Yesh Atid), erano state inaugurate tanto la sede diplomatica israeliana ad Abu Dhabi, quanto il Consolato a Dubai. La sede diplomatica emiratina sarà un luogo la cui attività servirà non solo a consolidare le relazioni bilaterali, ma anche a favorire partnership sempre più ampie con Israele. Si trova nel distretto finanziario, all’interno dell’edificio della Tel Aviv Stock Exchange (TASE), la borsa israeliana.

Un passo importante, che “offre un nuovo modello per il raggiungimento della pace e apre la strada ad un nuovo approccio collaborativo per la risoluzione dei conflitti,” ha dichiarato ai media internazionali Mohamed Al Khaja, Ambasciatore di Abu Dhabi a Tel Aviv. Le cooperazioni annunciate spaziano dal settore universitario a quello della ricerca medico-scientifica. Tanti gli accordi già siglati tra i due Paesi che comprendono ambiti quali agricoltura, trasporto aereo, commercio e turismo. Il percorso di normalizzazione tra Emirati e Israele ha ricevuto il pieno sostegno dell’amministrazione Trump. La firma degli Accordi di Abramo a Washington meno di un anno fa, ai quali hanno aderito prima gli Emirati Arabi Uniti e poi il Bahrain, ha segnato un momento decisivo. In seguito si è avuto anche l’avvicinamento di Sudan e Marocco. Vediamo insieme le conseguenze economiche prodotte dalla normalizzazione delle relazioni tra Emirati e Israele e i possibili benefici per il conflitto isarelo-palestinese.  Continua a leggere