Ezio Bosso e Vienna

Il legame tra Ezio Bosso e Vienna era profondo. L’incontro con Ludwig Streicher, famoso contrabbassista della Wiener Philharmoniker, cambiò il corso della sua carriera artistica. Lo indirizzò verso lo studio del contrabbasso, della composizione e direzione d’orchestra, presso l’Accademia di Vienna. Un periodo formativo che  plasma il musicista e l’uomo.

La Vienna algida, grigia, chiusa e a tratti noiosa sembra antitetica al carattere così appassionato e illuminato del grande maestro scomparso. Eppure è in quello strano humus mitteleuropeo, in quella città dai colori un po’ sbiaditi e dall’eleganza fané, crocevia tra Ovest ed Est, che Ezio Bosso forgia la sua vena creativa, fa sbocciare il suo talento, acquista luce e colore.

“Per me ogni suono si traduce in un’immagine o in un colore. E allo stesso modo le immagini mi provocano suoni” ha detto nel 2013. Forse è per questo carattere filmico, per questo suo essere indissolubilmente legata alle immagini, che la musica del maestro torinese è così amata dal cinema. Tanto che in Italia per anni è stato considerato solo un compositore di colonne sonore, imprigionandolo in un ruolo che gli andava stretto. Della sua musica ha detto che “deriva dalla squadratura di un’immagine che diventa una cellula e poi si sviluppa e porta ad altre immagini, diventa una sequenza e questa sequenza alla fine diventa un brano”. È per questo che le sue note, l’una connessa all’altra in un continuum, racchiudono in sé i colori, la bellezza, l’energia vitale. Non ho mai incontrato Ezio Bosso. L’ho solo conosciuto attraverso le sue composizioni. Mi resta il rimpianto di un concerto mancato, proprio nella capitale austriaca, di cui voglio raccontarviContinua a leggere

COVID19, uno Stradivari per l’Italia

L’Italia e l’emergenza COVID-19. Un concerto nel Duomo di Vienna raccoglierà fondi per gli ospedali italiani. Protagonisti dell’evento musicale benefico Yury Revich e il suo Stradivari. Uno spettacolo, dal titolo “Dreamland with Yury Revich supports Italy”, trasmesso in anteprima il 17 maggio alle 17:00, in diretta sul canale YouTube “Revichviolin”. Il talentuoso violinista 28enne, di origini russe ma con cittadinanza austriaca, non è nuovo ad iniziative filantropiche.

Yury Revich

Stavolta le note del violino Stradivari “Princess aurora” del 1709, messo a sua disposizione dal 2016 dalla Goh Family Foundation di Singapore, contribuiranno a far arrivare denaro ai tre ospedali punto di riferimento nella lotta al COVID-19 e nella cura delle malattie infettive nel nostro Paese: l’Ospedale Sacco di Milano, lo Spallanzani di Roma, il Cotugno di Napoli. Le donazioni confluiranno nella campagna “Comifar & Friends per gli ospedali”, che finora ha raccolto 75.000 euro, promossa dal colosso della distribuzione farmaceutica Comifar. Yury Revich non sarà solo, scopriamo quali altri musicisti e artisti parteciperanno al concerto nella cattedrale viennese StephansdomContinua a leggere

Dubai e le note di Einaudi

Indimenticabile concerto di Ludovico Einaudi alla Dubai Opera. Due le serate, entrambe sold out. La musica del grande compositore torinese e i grattacieli di Dubai. Un connubio dal sapore inusuale e al tempo stesso magico. Le note cariche di emozioni, che sembrano seguire il flusso libero del pensiero, quasi in uno scorrere meditativo, e la metropoli avveniristica e multietnica, che ha ormai scippato lo scettro a New York, il luogo in cui il futuro si fa presente, in cui la vita corre frenetica a ritmo accelerato. Eppure in questa unione di estremi quasi antitetici c’è il tocco d’immenso di cui è capace il genio creativo di uno dei più coinvolgenti compositori contemporanei.

Tutto basato sull’ultimo progetto musicale di Ludovico Einaudi, “Seven Days Walking”, il concerto è caratterizzato da una cifra espressionistica, accentuata anche dalle immagini proiettate sullo schermo.

Frammenti fotografici e video, rielaborati e post-prodotti, che sono il frutto di quei momenti trascorsi dall’artista a contatto con la natura, nel corso della fase di scrittura delle sette parti di cui si compone “Seven Days Walking”. Attraverso un’intervista esclusiva scopriamo di più della musica e delle passioni di Ludovico EinaudiContinua a leggere

L’Europa in un fischio

L’UE ha festeggiato la Giornata Europea 2019 negli Emirati con un concerto originalissimo alla Sorbonne University di Abu Dhabi. Protagonisti della serata, Elena Somaré, fischiatrice melodica, e Gianluca Massetti, compositore e pianista. Due musicisti di indubbio talento capaci di creare un’atmosfera densa di emozioni con le note avvolgenti del pianoforte e il soffio trasformato in voce suadente.

Un’iniziativa unica nel suo genere, organizzata dall’Ambasciatore dell’Unione Europea negli Emirati Arabi Uniti, Patrizio Fondi, realizzata in collaborazione con l’ateneo francese e con la Zayed University.

A dare il patrocinio e aprire ufficialmente la serata con un discorso introduttivo anche lo Sceicco Nahayan Mabarak Al Nahayan, Ministro della Tolleranza degli EAU.

Una formula vincente che ha dato spazio non solo all’intrattenimento, ma anche alla possibilità d’incontro ed interscambio tra gli studenti universitari, emiratini ed internazionali, che frequentano i due atenei e i rappresentanti diplomatici di molti dei 28 Paesi membri dell’Unione. Un modo per festeggiare e al tempo stesso favorire un maggiore coinvolgimento della comunità emiratina, desiderosa di aprirsi, soprattutto alla realtà europea. Scopriamo insieme l’artista Elena Somaré e qualche curiosità in più sulla serataContinua a leggere

Concerto punk a casa di Beethoven

Un concerto punk nel cuore residenziale di Vienna, quasi nel soggiorno di Beethoven. A farlo sono Die Toten Hosen, I pantaloni morti, una band tedesca di Düsseldorf. La particolarità del loro nuovo tour è suonare a domicilio. A Vienna hanno scelto un appartamento al primo piano di un edificio di Alsergrund, il nono distretto, sede di un ostello per studenti. Nelle immediate vicinanze della casa di Beethoven, in Schwarzpanierstraße. Così anche la zona attorno, compresa la limitrofa Türkenstraße, si sono trasformate all’improvviso in uno stadio. Traffico in tilt, note sparate ad alto volume, una folla di giovani che invade tutta l’area circostante. La musica si diffonde dalle finestre illuminate, mentre il frontman Campino, si esibisce in acrobazie da equilibrista, aggrappato agli infissi della finestra di una camera dell’ostello, cantando a squarciagola. Attorno fan in delirio. Un equilibrio precario, quello del vocalist Campino, al secolo Andreas Frege, in bilico tra interno ed esterno, che incita i fan a intonare i successi del gruppo, coinvolgendo da abile contorsionista i supporter vicini e quelli più lontani, al livello strada. Sembra un funambolo, si sporge pericolosamente puntellandosi ora solo con una gamba, ora solo con una mano, dimenandosi come un vero animale da palcoscenico. Un vero happening, con tanto di pubblico sia dentro l’edificio, sia nella via sottostante.

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La scelta della band Die Toten Hosen è piuttosto originale. Si tratta di una sorta di concerto segreto, “Geheimkonzert” in tedesco. Il loro Magical Mystery Tour prevede esibizioni in case private, con musica dal vivo suonata in cucina, in cantina, in camera da letto, in giardino. In Islanda hanno scelto un salotto, a Budapest invece un cortile, in Baviera un ospedale. A Vienna la stanza di un appartamento, a un passo dall’abitazione di Beethoven. L’importante è che ci siano vicini tolleranti, perché i decibel sono tantissimi e il concerto non dura certo pochi minuti, ma oltre due ore, tra successi e cover, tra le quali persino una versione rock frenetico di “Azzurro”Continua a leggere

Vivaldi? Meglio in versione minimalista

La musica di Vivaldi, la sua celebre serie di concerti per violino nota come Le Quattro Stagioni, è stata riscritta in versione minimalista e proposta dal vivo in un concerto memorabile a Cracovia. Protagonista indiscusso Max Richter, il musicista e compositore nato in Germania, ma di nazionalità inglese.

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Con lui sul palco: la violinista norvegese Mari Samuelsen e l’Orchestra Sinfonietta Cracovia. Vivaldi Recomposed, con le sue note ridotte all’essenzialità, spogliate di orpelli e elementi ridondanti, ha rappresentato il vertice più alto degli ICE Classic Series, concerti che spaziano dai Beatles a Bach, dalla musica classica a quella ambient, all’International Congress Centre di Cracovia, in Polonia. La versione riscritta da Max Richter de Le Quattro Stagioni si trasforma, cambia pelle, abbandona l’opulenza barocca per avvicinarsi all’estetica dell’uomo contemporaneo. E più Richter interviene ricomponendo e inserendo musica elettronica e sintetizzatori, più i toni raggiungono vette epiche, che arrivano dritte al cuore, che sanno parlare all’uomo di oggi, con un linguaggio potente, chiaro, inequivocabile.  Continua a leggere

Un pomeriggio a Vienna tra le note di Schubert

L’inverno di Vienna, freddo, grigio e piovoso, si scalda e si accende di emozioni forti con la musica di Franz Schubert, compositore romantico viennese tormentato e sensibile. Nello sfarzoso Salon am Hof del Park Hyatt echeggiano le note di “Die Winterreise”, il viaggio d’inverno, un ciclo di ventiquattro Lieder, romanze tipiche della tradizione musicale di lingua tedesca.

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L’eroe è il prototipo del viaggiatore, in senso romantico, alla ricerca del senso stesso della vita. Il piano e la voce sono elevati alla stessa importanza. La poesia pervade allo stesso modo testo e note. Talvolta la musica aumenta, intensificandolo, il potere evocativo delle parole.  Continua a leggere

Vienna nascosta, i concerti esclusivi al Park Hyatt

Vienna è la città della musica, la si può respirare un po’ ovunque. Con l’idea di recuperare la tradizione della musica da camera e dei salotti musicali dell’Ottocento, nasce l’idea del Salon Am Hof. Un concerto di musica classica con cadenza mensile, nell’hotel più esclusivo e lussuoso della città, il Park Hyatt.

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Un evento per pochi musicofili dai gusti esigenti, come solo a Vienna possono esistere. Una città nella quale tracce della presenza di compositori celebri rimangono nelle strade e nei vicoli, nei suoi prestigiosi teatri, nelle suggestive cattedrali.  Continua a leggere

Un’onda jazz travolge l’austera Vienna

La musica jazz ce l’ha nel sangue Francesco Cafiso, si capisce subito non appena inizia a suonare il suo sax contralto. Il sassofono non è per Francesco un semplice strumento, ma una parte del suo corpo, una porzione della sua anima.

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Mentre suona a Palazzo Metternich, nel salone dell’Ambasciata d’Italia a Vienna, sembra dialogare con il pubblico attraverso la sua musica. Sì, con il sax Francesco riesce a parlare, e le sue note toccano il cuore, emozionano e coinvolgono, con ritmo incalzante, con la stessa energia che caratterizza la sua terra, la Sicilia. C’è il calore del sole, il rumore del mare, il profumo del degli agrumi, l’intensità delle erbe aromatiche mediterranee, la forza potente e terribile dell’Etna, nella musica di Francesco Cafiso.  Continua a leggere