Japan Unlimited

La mostra Japan Unlimited è una finestra spalancata sul Paese del Sol Levante. Installazioni, opere, fotografie e video arte che vedono esposti, fianco a fianco, artisti giapponesi, austriaci, italiani e inglesi. Il cuore di Vienna, con il suo centro culturale e museale del MuseumsQuartier, si apre al Giappone, rendendolo così più decifrabile e vicino. Un modo per celebrare con una mostra d’arte i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Vienna e Tokyo. Le immagini sono potenti e il continuo gioco di rimandi tra l’estetica occidentale e quella orientale contribuisce a mettere a confronto i limiti e la libertà di azione di una critica rivolta alla società contemporanea e alla politica.

Due i concetti portanti della cultura giapponese da cui si dipana tutta la mostra: tatemae, il comportamento che si basa sulle aspettative della comunità, e honne, i sentimenti che non vengono mostrati pubblicamente. Japan Unlimited si ripropone di analizzare in quale misura questi due principi giochino un ruolo nell’arte giapponese contemporanea, di come influenzino e ridisegnino le forme, condizionando il linguaggio artistico. Un percorso suggestivo, pieno di opere d’arte incisive e intrise di provocazione e senso critico, che attraverso immagini a tratti accattivanti, a tratti solo apparentemente rassicuranti, a tratti dal forte impatto visivo, mette in luce quanto l’arte debba combattere per superare i limiti imposti dalla censura.

Censura che non ha risparmiato nemmeno la mostra Japan Unlimited, almeno in Giappone, suscitando polemiche per la presenza di voci fuori dal coro, fuori dagli schemi, di artisti controversi per il proprio messaggio difficilmente imbrigliabile all’interno di una logica di contiguità al potere politico costituito. Scopriamo di più su alcuni degli artisti, tra cui due italiani che vivono tra l’Italia e l’AustriaContinua a leggere

I conservatori trionfano

In Austria stravincono i conservatori e crolla l’ultradestra. Un successo senza precedenti. Neppure Sebastian Kurz pensava di ottenere il 37,4% dei consensi e crescere del 5,63% rispetto alle politiche del 2017 e del 2,55% rispetto ai risultati delle europee. Un plebiscito per l’ex Cancelliere che si prepara a guidare un nuovo esecutivo, magari sperimentando coalizioni inedite con Verdi e NEOS. “Gli ultimi quattro mesi sono stati molto duri -ha dichiarato Kurz- ma i cittadini ci hanno scelto di nuovo”. Resta quasi senza parole, Sebastian Kurz, mentre la folla lo acclama gridando “Cancelliere Kurz, Cancelliere Kurz”.

Tra i vincitori di questa tornata elettorale vi sono senza alcun dubbio i Grünen. Sotto la guida dell’economista della Stiria, Werner Kogler, sono riusciti a raggiungere il 13,8%, tornando di nuovo in Parlamento dopo il risultato rovinoso del 2017. Sonora sconfitta per i Socialdemocratici, malgrado si confermino il secondo partito, per loro c’è solo un più che deludente 21,8%, il peggior risultato di sempre. Mai si è registrato un divario così consistente tra i primi due partiti, ben 15,6 sono i punti percentuali che separano l’SPÖ dai Popolari. La leadership evanescente di Pamela Rendi-Wagner ha prodotto danni considerevoli. Dopo l’insuccesso alle europee e a queste elezioni politiche, per lei c’è solo una possibilità: farsi da parte. Disfatta totale per l’ultradestra che senza il suo leader carismatico implode sotto la pressione degli scandali e si attesta su un disastroso 16,1%. Non solo l’Ibizagate, pesano sull’FPÖ anche quelle spese mensili esorbitanti forse effettuate con i soldi dei contribuenti che hanno gettato ombre su tutte le figure di primo piano del partito. Buon risultato per i NEOS che arrivano al 7,8%. Fuori dal Parlamento Peter Pilz. In lieve calo rispetto al 2017 l’affluenza alle urne che però si attesta sul 76,6%. Scopriamo di più sui risultati di queste elezioni anticipate in Austria, sui protagonisti in campo, sulle possibili coalizioniContinua a leggere

Austria al voto

Mentre gli Emirati Arabi Uniti conquistano lo spazio l’Austria si prepara al voto anticipato. Domenica i cittadini austriaci saranno chiamati alle urne per eleggere un nuovo Parlamento, prima della naturale scadenza della legislatura. Elezioni politiche che arrivano a poco più di 4 mesi dalla fine del governo di coalizione turchese-blu, quello tra Popolari del nuovo corso di Sebastian Kurz e l’ultradestra di Heinz-Christian Strache, travolto dallo scandalo del video di Ibiza.

L’Austria dovrà dire addio al governo tecnico che l’ha guidata in questi pochi mesi, con la prima Cancelliera della storia, Brigitte Bierlein, giurista, ex Presidente della Corte Costituzionale, scelta da Presidente della Repubblica Van der Bellen per prendere le redini del Paese prima delle elezioni anticipate. Un esecutivo competente, serio e molto autorevole, quello della Cancelliera Bierlein, per il quale tutti, indipendentemente dalle preferenze politiche, hanno dimostrato grande apprezzamento. Cosa porterà il voto è presto per dirlo, forse non uno scenario completamente mutato rispetto alla situazione attuale. Tanto che secondo molti commentatori l’unica via sarà una riedizione della Große Koalition, tra ÖVP e SPÖ, stavolta però su basi rinnovate da una leadership diversa e soprattutto dall’uscita di scena di Christian Kern, mal sopportato dal leader da Sebastian Kurz. Vediamo insieme la chiusura della campagna elettorale e l’atmosfera che si respira nella capitale ViennaContinua a leggere

Stampa libera a suon di valzer

L’estate afosa è arrivata a Vienna e con il caldo anche l’appuntamento mondano più atteso dell’anno, il Concordia Ball, il ballo della stampa austriaca. Quest’anno è stata “Una notte italiana”. Una serata magica, dedicata al nostro Paese. Un appuntamento prestigioso, il Concordia Ball, tra i più antichi della città, che suggella la fine della stagione danzante e riesce a radunare sotto le volte a crociera e le ogive dell’architettura neogotica del Rathaus giornalisti, scrittori, attori e l’alta aristocrazia europea.

Anche se con il passare del tempo la capitale austriaca è sempre più internazionale ed aperta, accanto a tocchi di apparente modernità, resta sempre saldamente ancorata alla tradizione e naturalmente ai suoi wiener walzer. I balli sono certamente un business milionario, con un calendario fitto di date (oltre 450), per un totale di 2.000 ore trascorse a passo di danza. Ballare, però, è un’attività connaturata alla cultura viennese. Ogni adolescente, di qualsiasi ceto sociale, frequenta corsi di danza, considerata materia di studio al pari della matematica e della geografia. E si impara tutto: dal valzer al foxtrot, dal jive alla rumba, passando per cha-cha-cha, tango e quadriglia. Nessun movimento viene lasciato al caso.

Chiunque, dalle giovani debuttanti con i loro cavalieri alle coppie più attempate, sa tenere il ritmo, intrecciare mani, inanellare passi precisi come le note della Wiener Opernball Orchester, diretta da Uwe Theimer. Il protocollo dei balli è sempre piuttosto rigido, ma il Concordia Ball sa essere frizzante e l’atmosfera che si respira è condita da un pizzico di anticonformismo, tanto che nel cortile del municipio viennese c’è spazio per sdraio, divani, luci psichedeliche e musica da discoteca per chiunque voglia scatenarsi pur indossando frac e abiti lunghi. Scopriamo insieme gli ospiti d’onore e qualcuno dei personaggi di questa speciale “Notte Italiana”Continua a leggere

Sei donne e sei uomini

Sei donne e sei uomini per il nuovo governo austriaco. L’esecutivo non è solo il primo guidato da un Cancelliere donna, ma è anche il primo nella storia dell’Austria ad essere composto da ministri non eletti. Tutti spiccano per competenza tecnica. Eppure il governo di transizione targato Bierlein ha un altro tratto distintivo che lo rende unico: l’equlibrio di genere.

Peter Lechner / HBF

I ministri sono stati tutti scelti tra funzionari e capi di gabinetto dei vari dicasteri. La Cancelliera Brigitte Bierlein ha voluto anche la più ampia rappresentanza possibile a livello politico, coinvolgendo tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Una strategia per far ottenere al governo la fiducia malgrado non abbia una maggioranza parlamentare. I nomi della squadra sono stati sottoposti al Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen che per l’intero fine settimana ha analizzato la lista con estrema attenzione. Scopriamo insieme chi saranno i ministriContinua a leggere

La Cancelliera d’Austria

L’Austria ha il suo primo Cancelliere donna. La nomina di Brigitte Bierlein, 69 anni, Presidente della Corte Costituzionale, sancisce la fine della crisi. Alla neo Cancelliera, di area di centro-destra ma molto apprezzata anche dalla sinistra, spetterà traghettare il Paese verso nuove elezioni.

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Quello della Bierlein è un cancellierato dei primati. Non solo è la prima volta nella storia della Repubblica Austriaca che la carica di capo del governo viene assegnata ad una donna, ma non è mai accaduto che la nomina viene conferita con una data di scadenza già fissata. Infatti, Brigitte Bierlein resterà alla guida dell’esecutivo solo fino a metà settembre, fino al giorno in cui si svolgeranno le elezioni politiche anticipate.

Il Presidente Alexander Van der Bellen ha scelto colei che più di ogni altro può garantire il rispetto della Costituzione federale, con la certezza che agirà per il bene del Paese, con correttezza, contribuendo a ridare agli austriaci fiducia nelle istituzioni. Dovrà riportare la calma dopo la tempesta. Come ha avuto modo di dire Van der Bellen alla stampa locale, il compito di questo giudice di altissimo profilo è formare “un governo della fiducia”. Un esecutivo che potrebbe entrare in carica già da lunedì. Scopriamo curiosità in più sulla Cancelliera austriaca e sulla possibile composizione dell’esecutivoContinua a leggere

Austria senza governo

L’Austria è ufficialmente senza governo. Quello monocolore di minoranza dell’ÖVP, guidato dal Cancelliere Sebastian Kurz, con i ministri tecnici in sostituzione di quelli dell’ultradestra, è stato sfiduciato dal Parlamento. La mozione contro l’intero esecutivo è stata presentata dall’SPÖ e votata da tutte le opposizioni. Un fronte composto da Socialdemocratici e Jetzt di Peter Pilz, ma anche dall’FPÖ che non ha certo gradito la fine della coalizione, la defenestrazione di Herbert Kickl e la posizione assunta da Kurz subito dopo l’Ibizagate.

Come ha avuto modo di sottolineare Sebastian Kurz l’effetto più immediato prodotto dallo scandalo del video di Ibiza è stato quello di creare un fronte compatto tra Socialdemocratici e ultradestra. Un’alleanza che, stando al responso delle urne, ha punito soprattutto l’SPÖ. Già nelle prossime ore il Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen potrebbe annunciare chi sarà il nuovo Cancelliere che traghetterà il Paese fino a metà settembre, portandolo verso elezioni anticipate. Sebbene Kurz sia stato il vero trionfatore delle elezioni europee 2019, portando il Partito Popolare austriaco al 34,9%, distanziando di oltre 10 punti percentuali i Socialdemocratici, in lieve calo a 23,4%, nulla ha potuto per evitare la mancata fiducia in Parlamento. Analizziamo insieme i possibili scenari dopo le elezioni europee e dopo la caduta del Cancelliere KurzContinua a leggere

L’Ibizagate e il caos

Incertezza in Austria dopo l’Ibizagate, lo scandalo che ha creato un terremoto politico senza precedenti. Lunedì è atteso in Parlamento il voto per la mozione di sfiducia al Cancelliere Sebastian Kurz, che potrebbe far precipitare il Paese nella crisi. Attualmente alla guida dell’Austria c’è un esecutivo monocolore di minoranza dell’ÖVP. Infatti, proprio mercoledì hanno giurato i ministri tecnici che hanno rimpiazzato gli esponenti dell’ultradestra.

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È uscito di scena Herbert Kickl, sostituito al Ministero dell’Interno da Eckart Ratz, ex Presidente della Corte Suprema. Al Welfare è arrivato l’ex dirigente statale Walter Poeltner; alla Difesa Johann Luif, vicecapo di Stato Maggiore; Valerie Hackl, che era a capo di Austro-Control è diventata Ministro delle Infrastrutture, mentre Hartwig Loeger, il Ministro delle Finanze, è il nuovo Vice Cancelliere. Prima del voto per la mozione di sfiducia ci sono le elezioni europee che potrebbero scompaginare notevolmente gli equilibri attuali. Vediamo insieme quali potranno essere le conseguenzeContinua a leggere

Lo scandalo di Ibiza

Ultradestra azzerata in Austria e governo al capolinea. È l’effetto della tempesta perfetta scatenata dalla diffusione di un video girato ad Ibiza nel luglio 2017 che documenta macchinazioni e finanziamenti illeciti milionari da parte di investitori russi. Registrazioni segrete che in meno di 24 ore hanno mutato il panorama politico austriaco. Spazzati via i vertici dell’FPÖ, con le dimissioni di Heinz-Christian Strache, leader del partito e Vice Cancelliere, e del capogruppo Johann Gudenus. Crisi di governo e fine della coalizione turchese-blu. Richiesta di elezioni anticipate.

Un terremoto senza precedenti che ha scosso fin dalle fondamenta il rapporto tra uomini politici e cittadini. Tanto che il Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen conta di andare al voto ad inizio settembre, per restituire prima possibile fiducia nelle istituzioni. Elezioni inevitabili, dopo quanto accaduto. Il Cancelliere Sebastian Kurz non aveva altra scelta. “Genug ist genug” (La misura è colma), ha dichiarato Kurz alla stampa sabato, nella giornata storica in cui si è chiusa definitivamente l’esperienza di governo tra ÖVP e Partito della Libertà. Troppi i rospi che il Cancelliere ha dovuto mandar giù in questo anno e mezzo di coalizione turchese-blu, al punto da arrivare a definire l’ultradestra incapace di governare. Le immagini pubblicate da Der Spiegel e Süddeutsche Zeitung venerdì dimostrano in tutta chiarezza l’attitudine di una classe politica che ha in spregio la legalità, che non ha rispetto per i soldi dei contribuenti, che non si fa scrupoli nel favorire i propri finanziatori promettendo di elargire appalti pubblici, che vuole avere il controllo dei mezzi d’informazione per condizionare l’opinione pubblica. L’Ibiza-Affäre, lo scandalo di Ibiza, ha avuto conseguenze drammatiche per la politica austriaca. Perché, seppure non si sia mai passati dalle parole ai fatti, le frasi pronunciate da Strache e Gudenus in quel filmato pesano come macigni. Parole inaccettabili per chiunque voglia fare politica, diventate pietre tombali per l’ultradestra e le sue ambizioni di governo. Vediamo le fasi salienti del video e chi vi sia dietro questa registrazione fatta con telecamera nascostaContinua a leggere

Vienna fa il pieno negli Emirati

Il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha fatto acquisti negli Emirati Arabi Uniti. OMV e Borealis hanno siglato due accordi preliminari per future collaborazioni nel campo della raffinazione del greggio con Adnoc, la compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi. Un patto di affari che ha visto coinvolto assieme al Cancelliere anche lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario e vice Capo Supremo delle Forze Armate degli EAU.

BKA – Dragan Tatic

Un accordo importante che consolida una partnership commerciale nell’ambito degli idrocarburi, dall’estrazione alla raffinazione, distribuzione e trasformazione, già avviata fin dallo scorso aprile, con la prima visita di Kurz ad Abu Dhabi, fruttata all’epoca il 20% dei giacimenti petroliferi offshore di SARB ed Umm Lulu. Era poi seguita, nel dicembre 2018, la concessione del 5% sullo sfruttamento dei giacimenti ultra acidi di Ghasha per 40 anni. Poi nel gennaio 2019 la concessione del 15% della capacità di raffinazione di Adnoc, considerando Adnoc Refining come un’impresa del valore di 19,3 miliardi di dollari.

BKA – Dragan Tatic

Mentre l’Italia sembra tardare a farsi avanti e mostrarsi un partner affidabile e solido con cui stringere patti e fare affari, l’Austria si attiva facendo il possibile per assicurarsi commesse di rilievo nel settore energetico e degli idrocarburi. Scopriamo insieme i termini dei due accordi portati a segno dall’AustriaContinua a leggere