Il soldato ISIS di Vienna

“Voglio tornare a casa, a Vienna”. Ha implorato così chi lo ha fatto prigioniero, il foreign fighter dell’ISIS caduto nelle mani delle Forze di Difesa del Popolo (YPG), le milizie curde che combattono contro i terroristi dello Stato Islamico in Siria. Il giovane terrorista prigioniero è viennese ed è cresciuto a Brigittenau, il 20esimo distretto, un quartiere della capitale austriaca con un alto tasso di immigrati islamici. Il giovane combattente dell’ISIS austriaco è di origini curde.

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I genitori vengono dalla Turchia e sono aleviti, un gruppo religioso sub-etnico e culturale presente sul territorio turco, una delle sette dell’Islam, considerata una corrente sincretica ed eterodossa. Il foreign fighter, però, a Vienna ci è nato e cresciuto. Ad un certo punto si è radicalizzato, frequentando una moschea a Leopoldstadt, il secondo distretto della capitale austriaca, aderendo ad una corrente salafita dell’Islam. La ribellione del foreign fighter viennese è stata totale, sia sotto il profilo religioso, sia politico, tanto da arrivare ad interrompere ogni contatto con i propri genitori per diventare un islamista radicale. Scopriamo insieme il percorso di radicalizzazione di questo foreign fighter vienneseContinua a leggere

Roma e Vienna unite dal petrolio

Affare da 3,3 miliardi di dollari per l’Eni negli Emirati Arabi Uniti. Un accordo storico che lega economicamente ancor di più l’Italia e Abu Dhabi. È il più importante contratto mai siglato da un investitore straniero nell’ambito della raffinazione del petrolio. Protagonisti, ADNOC, la compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi, ed il colosso italiano dell’energia, che ha da poco acquisito il 20% del quarto complesso di raffinazione al mondo, con una produzione di 922.000 barili al giorno, per un valore complessivo di 19,3 miliardi di dollari.

Un accordo che incrementerà del 35% la capacità di raffinazione di Eni e stabilirà a breve anche una joint venture, tra Roma e l’Emirato, nella commercializzazione di prodotti petroliferi destinati a compratori internazionali. L’obiettivo per gli emiratini è raggiungere nuovi mercati e, al tempo stesso, non limitarsi ad essere un semplice produttore di idrocarburi, ma diventare un player integrato dell’energia, avvalendosi per questo della partnership e dell’expertise italiana in materia di raffinazione e tecnologia low carbon. Un modo per far fronte ad un mercato sempre più volatile e accostarsi a nuove piazze, come quella europea. Non concentrarsi solo sull’estrazione, ma produrre e commercializzare derivati del petrolio. Scopriamo insieme altri particolari dell’accordo e come si stiano muovendo le imprese italiane nell’area del GolfoContinua a leggere

Vienna, la mafia parla slavo

Colpi di pistola in pieno giorno nel cuore di Vienna. Così la mafia entra in azione portando a segno uno dei suoi più sanguinosi agguati. La sparatoria di venerdì scorso è un attacco brutale e feroce. Un uomo viene ammazzato a bruciapelo, crivellato di colpi alla testa e al torace, un altro viene ferito gravemente. Il terrorismo, però, non c’entra. Ad agire è stata la criminalità organizzata, la più temibile e violenta, quella slava che si spartisce i giri di droga, traffico d’armi, riciclaggio di danaro sporco e prostituzione.

Nel corso del 2016 la lotta tra clan slavi ha lasciato la sua lunga scia di sangue: otto morti e quattro gravemente feriti. E poco importa che si getti nel caos l’intera città, l’importante è che vendetta sia fatta. I clan rivali, tutti composti da affiliati provenienti dalla ex Yugoslavia, non si fanno scrupoli di regolare i propri conti in uno dei luoghi più frequentati della capitale austriaca, il ristorante Figlmüller. Un locale con doppio ingresso, uno su Bäckerstraße e uno su un passaggio stretto, teatro dell’agguato mafioso, che congiunge Wollzeile con Lugeck, a pochi passi dalla piazza del duomo.

Un posto sempre affollato, pieno di turisti, famoso per i piatti tipici come la Wienerschnitzel, la cotoletta panata. Un attacco efferato che ha mobilitato decine e decine di poliziotti in assetto antisommossa, elicotteri e mezzi blindati. Scopriamo di più su questo episodio criminale e sui risvolti della mafia slava, che coinvolge tutte le repubbliche della ex Yugoslavia, con ramificazioni anche insospettabili nella finanza e nel tessuto economico austriaco e non soloContinua a leggere

Austria, le donne, la scienza

In Austria la ricerca scientifica si declina anche al femminile. Sono tante le donne alla guida di team di ricercatori e molte sono italiane. La differenza rispetto all’Italia non è solo una questione di quote rosa. I finanziamenti e i fondi a disposizione della ricerca, come ad esempio il Fondo per la Ricerca austriaco (FWF Fonds der wissenschaftlichen Forschung), che quest’anno ha festeggiato il suo 50esimo anniversario, offrono linfa vitale ad un settore considerato strategico per l’Austria.

FWF/Luiza Puiu & Andrei Pungovschi

L’afflusso di denaro nelle casse di atenei e istituti di ricerca non universitari è maggiore rispetto al nostro Paese e consente di sperimentare anche in campi meno conosciuti quali quello della materia soffice, che trova applicazioni per filtri o sensori, oppure quello dei super-conduttori, che possono avere applicazioni nel settore dei trasporti. Al recente Festival della Scienza, il Be Open Festival, ho incontrato alcune donne dal curriculum eccezionale e dalla personalità magnetica. Questo è il resoconto dei miei incontri con loro. Scopriremo informazioni preziose sul male del secolo, il cancro, con risvolti inediti. Vediamo più da vicino i racconti di queste tre donne straordinarieContinua a leggere

Stop ai dolci alla cannabis

La battaglia contro la cannabis in Austria è appena iniziata. Fumarla sarà ancora possibile, mangiare prodotti che la contengano invece no. Il governo turchese-blu decide di mettere uno stop ai cannabinoidi per uso alimentare e limitarne il consumo al fumo per uso terapeutico. Così quei dolci contenenti CBD (cannabidiolo), entrati in commercio lo scorso settembre nella famosa catena di pasticcerie Aida presto usciranno di produzione.

Erano stati lanciati con gran clamore pubblicitario a fine estate, brownie, pasticcini, biscotti, macaron al CBD, quel cannabinoide che fornisce benefici terapeutici senza l’euforia o la letargia provocate dal TCH (tetraidrocannabinolo), senza quindi alcun effetto psicotropo. In questi mesi si trovavano nelle vetrine di tutti i punti vendita Aida e ancora è possibile acquistarli, però hanno le ore contate e presto diventeranno fuori legge.

Il divieto imposto dal governo sarà esteso anche all’uso cosmetico e come integratore alimentare. La cannabis nella sua forma pura potrà essere fumata a scopo farmacologico, per i benefici riconosciuti nella terapia del dolore, per i suoi effetti calmanti, per l’efficacia nella cura dell’epilessia. Insomma, l’olio contenente cannabidiolo potrà continuare ad essere venduto in farmacia, però dolci e pasticcini alla cannabis usciranno di scena. Il primo gennaio dovrebbe essere disponibile uno studio commissionato dal Ministero della Salute sulla valutazione medica dell’uso della cannabis.

C’è chi è favorevole al provvedimento perché ritiene che in tal modo i minori vengano tutelati. Di certo è ancora possibile per chiunque coltivare cannabis e fumarla. Scopriamo di più sui dolci al CBD che potrebbero sparire entro breve dal commercioContinua a leggere

La scienza e il suo festival

A Vienna si è da poco concluso Be Open, il festival della scienza. Un’iniziativa che punta a promuove la ricerca e a sensibilizzare un pubblico sempre più ampio sul valore dei finanziamenti ad un settore così vitale e importante per costruire un futuro migliore. Innovare e fare scoperte con cui la nostra società può compiere balzi in avanti e conquiste di rilievo, migliorando la qualità della nostra vita, sono i capisaldi su cui si fonda il Be Open Festival. La manifestazione è organizzata dal Fondo per la Ricerca Austriaco (FWF Fonds zur Förderung der wissenschaftlichen Forschung), che festeggia il suo 50esimo anniversario. È il più importante fondo in Austria per il sostegno alla ricerca di base, finanziato dal Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica. Un flusso di denaro che viene erogato non solo alle università, ma anche agli istituti di ricerca non universitari, attraverso il quale si sovvenziona l’attività tanto delle facoltà scientifiche e ingegneristiche, quanto di quelle sociali e umanistiche. Si coprono tutte le possibili aree di ricerca, dalla fisica quantistica alla ricerca genetica, dall’arte all’archeologia, dalla filosofia, alla demografia, fino all’oceanografia e allo studio dei cambiamenti climatici. A riprova dell’azione multidisciplinare del fondo i 18 padiglioni allestiti a Maria-Theresien-Platz, nel cuore della capitale austriaca, in occasione di Be Open.

Ciascun padiglione è dedicato ad una delle aree di ricerca, con 150 progetti che spaziano dall’Università di Innsbruck alla Fachhochschule di St. Pölten, da un centro di ricerca come il CeMM (Centro di Ricerca per la Medicina Molecolare), alla facoltà di medicina dell’Università di Vienna.

Un festival che si ripropone di far comprendere a un sempre più ampio numero di persone l’importanza del fondo e stimolare sponsorizzazioni da parte di organizzazioni e aziende private ma anche donazioni da parte dei cittadini. Altro obiettivo anche quello di promuove il lavoro di squadra, perché il raggiungimento di traguardi sempre più significativi è possibile solo grazie al lavoro di un team, quanto più internazionale possibile. Storicamente l’Austria è famosa per aver formato generazioni di scienziati di caratura internazionale, ma adesso punta anche a diventare un Paese che ospita e attrae talenti da tutto il mondo. Scopriamo insieme tutti i numeri del festival e quanta Italia vi sia nella ricerca austriacaContinua a leggere

La nuova arte a Vienna

L’arte contemporanea domina la scena viennese. È in pieno svolgimento la Vienna Contemporary, la fiera mercato di arte contemporanea tra le più prestigiose del mondo. Un’edizione ancora più bella degli anni precedenti, con una selezione di artisti, opere e gallerie sempre più curata e di alto livello. Questi i numeri della kermesse che apre una finestra sull’Austria e sui Paesi di Centro ed Est Europa: 118 partecipanti di cui 110 gallerie d’arte e 8 istituzioni provenienti da 27 Paesi diversi, più di 400 artisti, 5.000 opere in mostra e ci si aspetta un’affluenza di pubblico di oltre 30.000 visitatori.

Sempre forte la funzione di cerniera tra Occidente e Oriente che Vienna ormai ha consolidato, come mi spiega il Direttore Artistico Christina Steinbrecher-Pfandt: “Rappresentiamo una vetrina di un numero sempre crescente di Paesi dell’Est Europa. Quest’anno abbiamo l’Ucraina, la presenza della Serbia e sempre più gallerie dal Belgio, segno che il rapporto di fiducia che abbiamo costruito in questi anni ormai tende a consolidarsi e a dare i suoi frutti”. Una Vienna Contemporary incentrata anche sul ruolo chiave delle nuove tecnologie e dei media digitali, sempre più presenti nella nostra vita quotidiana. Interessante l’esperimento di augmented reality attraverso una app che interagisce con le opre d’arte esposte. “Le connessioni tra arte e digital media sono sempre più strette e cambieranno velocemente il modo in cui si fruirà della cultura e dell’arte, il nostro modo di rapportarci ad esse, il modo in cui si produrranno opere d’arte e il nostro consumo di arte e cultura -mi racconta Dimitry Aksenov, Presidente della Vienna Contemporary- Si aprono nuove sfide e per questo sarà anche stimolante iniziare ad investire in startup che lavorino sull’uso delle tecnologie digitali in ambito artistico e culturale. Ma ciò che cambierà sarà anche il fatto che le tecnologie aumenteranno il valore dell’arte e il ruolo che l’arte avrà nella nostra società”.

Il ruolo chiave di Vienna come crocevia tra Ovest ed Est viene messo in evidenza anche dal Direttore Generale Renger Van der Heuvel: “Vienna geograficamente e storicamente ha un’importanza straordinaria come ponte, come anello di congiunzione tra questi due mondi. Quando sono arrivato per la prima volta dieci anni fa ho immediatamente sentito in modo palpabile la presenza dell’Europa dell’Est. Abbiamo puntato a migliorare ulteriormente la qualità delle gallerie che espongono e questo è stato possibile grazie alla reputazione sempre più consolidata della fiera”. Importante il focus sull’Armenia, “un Paese dell’ex Unione Sovietica, estremamente interessante anche sotto il profilo politico, per la rivoluzione pacifica che ha vissuto” sottolinea Van der Heuvel. Vediamo insieme le quattro gallerie italiane presenti e le opere più stimolanti della Vienna ContemporaryContinua a leggere

Vienna, tempo di moda

La moda ha invaso il cuore di Vienna. La Fashion Week 2018 ha acceso i riflettori sulla capitale austriaca, festeggiando quest’anno la sua decima edizione. Un susseguirsi di sfilate ed eventi satellite ha riempito di colore e creatività il MuseumsQuartier, sede di ben quattro tra i principali musei della città, trasformatosi per l’occasione nella location perfetta per ospitare le collezioni primavera estate 2019.

In passerella molti stilisti austriaci e non solo. Un settembre particolarmente mite sta regalando piacevolissime giornate caratterizzate da un tepore quasi estivo. Così tra party esclusivi all’aperto, inaugurazioni con personalità della politica, dello spettacolo, dell’editoria, e programmi serrati di sfilate la Vienna Fashion Week 2018 si è snodata per un’intera settimana. Importante, nella serata inaugurale della settimana della moda viennese, la presenza del Ministro federale dell’Arte e della Cultura Gernot Blümel, che ha salutato con parole di stima e apprezzamento il lavoro svolto dai tanti stilisti austriaci presenti con le loro creazioni.

Prosegue la solida collaborazione con la Thailandia, che ha stupito il pubblico con capi di grande impatto visivo. I fashion designer thailandesi sanno mescolare sempre in modo sorprendente elementi della cultura orientale e occidentale, fondendoli insieme in un riuscitissimo stile sincretico, caratterizzato da innovazione e vivacità. Vediamo quali saranno le tendenze per la primavera estate 2019 e quali stilisti abbiano stimolato di più la nostra curiosità.  Continua a leggere

Vienna, Dubai, l’ecologia

L’Expo del 2020 a Dubai rappresenterà per l’Austria una porta aperta sugli Emirati Arabi Uniti. Lo ha detto il Ministro per gli Affari Economici Margarete Schramböck (ÖVP). “Ci sono oltre 230 aziende austriache operative negli Emirati e il nostro lavoro -ha detto il Ministro Schramböck al quotidiano Der Standard– è di continuare ad incrementare gli export facendo sì che l’Expo possa dischiudere le porte degli Emirati, un mercato importante per l’Austria”. Il motto dell’Expo sarà: “Connecting Minds, Creating the Future” (Connettere le menti, creare il futuro). Un evento al quale sono attesi 25 milioni di visitatori.

Le tematiche legate all’ambiente e alle innovazioni ecologiche e sostenibili sono temi molto sentiti in Austria, che può vantare in questi ambiti notevole competenza. “Un’opportunità straordinaria perché l’Austria possa presentare il proprio know-how, secondo Harald Mahrer, Presidente della Camera Federale di Commercio Austriaca (WKO), che contribuisce alla creazione del padiglione austriaco finanziando il 25% del progetto. Gli Emirati Arabi Uniti sono il Paese con le maggiori emissioni di gas serra e con il più alto consumo di acqua pro capite del pianeta. Il progetto emiratino è dunque molto ambizioso: introdurre all’interno del Paese un ampio know-how ecologico. A tal scopo nei prossimi anni sorgeranno quattro impianti nucleari che copriranno un quarto del fabbisogno totale di energia. E sempre negli anni a venire l’obiettivo è far sì che il settore non petrolifero possa contribuire al 70% del PIL. Ci si concentra soprattutto sui settori della siderurgia, su quello dell’aviazione, sui trasporti e sul turismoContinua a leggere

Invito shock per Salvini

Dopo la porta in faccia sbattuta da Maiorca è la volta della mano tesa dell’Austria. Ma oltre alle vacanze fa discutere una proposta shock per Matteo Salvini: l’invito a fare un tour nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Il Ministro dell’Interno Salvini è stato invitato dall’FPÖ dell’Alta Austria, ad andare a visitare la città di Wels. Un modo per far sentire l’amicizia e la vicinanza dell’ultradestra al leader leghista, fresco dello smacco provocato dalla decisione dell’isola spagnola di dichiararlo persona non gradita.

A questo invito, però, ne è subito seguito uno di tutt’altro tenore. Il deputato dei Verdi della città di Wels, Michel Reimon, ha detto a Salvini di volerlo portare a visitare il campo di concentramento austriaco di Mauthausen, offrendosi persino di fargli da guida. Come per l’isola più grande delle Baleari anche il deputato verde critica aspramente la linea del Ministro dell’Interno italiano in materia di immigrazione. Secondo Reimon, Salvini dovrebbe andare a visitare Mauthausen in compagnia del Cancelliere Sebastian Kurz, del Vice-Cancelliere Heinz-Christian Strache e del Ministro dell’Interno austriaco Herbert Kickl.  Scopriamo insieme la reazione del mondo politico austriaco e cosa abbia intenzione di fare Matteo SalviniContinua a leggere