Dubai spopola su Instagram

Dubai è tra le cinque città del mondo più popolari su Instagram. Nella sola estate 2019 ha totalizzato 79 milioni di hashtag. Ad amarla sono soprattutto i millennial, i nati tra il 1980 e il 2000. Sono loro, i giovani della cosiddetta Generation Y, a considerare le esperienze elemento fondante del proprio stile di vita. Loro che si fanno influenzare notevolmente dal social network per la condivisione di foto e video più apprezzato dell’era contemporanea.

In vetta alla classifica come città più instagrammata del pianeta c’è Londra, con 118 milioni di hashtag, seguita da Parigi con 101 milioni. Terzo e quarto posto se li sono aggiudicati Nizza e New York, rispettivamente con 87 e 83 milioni di hashtag. A stilare la graduatoria ci ha pensato l’agenzia di viaggi online Wego che ha diffuso dati interessanti anche su come i millennial scelgano le mete dei propri viaggi. Per più del 41% dei giovani al di sotto dei 33 anni ciò che conta nella scelta del luogo dove trascorrere le proprie vacanze è il suo grado di instagrammabilità.

Che Dubai sia nella top five non stupisce affatto. L’emirato colpisce per i suoi innumerevoli edifici progettati da architetti di fama internazionale, per il lusso sfrenato dei suoi hotel, per la ricercatezza del cibo servito nei suoi ristoranti. Scopriamo insieme quale primato abbia conquistato Dubai e alcune delle città che occupano posizioni più basse rispetto alle prime cinque classificateContinua a leggere

Dubai, 10 anni di metro

La metropolitana di Dubai compie 10 anni. Un’infrastruttura fondamentale per il sistema di trasporto dell’emirato. È la più lunga metro senza guidatore del pianeta. Tra le più avanzate nel panorama internazionale, è la prima ad essere realizzata nel mondo arabo, con un tasso di puntualità del 99,7%. In 10 anni la Dubai Metro ha trasportato oltre 1 miliardo e mezzo di passeggeri, per un totale di 2.348 milioni di corse. La Red Line, lunga 52 chilometri, con 29 stazioni, di cui 4 sotterranee, 24 sopraelevate ed una a livello terra, è stata inaugurata nel settembre 2009 dallo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente degli EAU e sovrano di Dubai. A due anni esatti, nel settembre 2011, è stata inaugurata anche la seconda linea, la Green Line, che si snoda per 23 chilometri, con 18 stazioni di cui 6 sotterranee e 12 sopraelevate.

Un’opera importante, di indubbio successo e utilità, che in fase di gestazione aveva incontrato non poche resistenze da parte del Consiglio Esecutivo che, sulle prime, respinse il progetto. Un rifiuto dovuto alla mancanza di una cultura del trasporto pubblico, in un Paese dove il sistema di mobilità è incentrato sulle automobili. Alcuni ritenevano che gli emiratini sarebbero stati poco inclini a lasciare la propria macchina per prendere un mezzo di trasporto pubblico. Alla fine la metropolitana di Dubai è stata realizzata, tanto che l’infrastruttura oggi, a distanza di 10 anni, si è rivelata di estrema utilità, migliorando la qualità della vita di molti cittadini e contribuendo a decongestionare il traffico dell’emirato, con un impatto notevole anche sotto il profilo ambientale. Scopriamo curiosità in più su questa spina dorsale del trasporto urbano di DubaiContinua a leggere

Expo Dubai senza frontiere

Expo 2020 Dubai sarà l’edizione più inclusiva di sempre. Il Bureau International des Expositions (BIE) ha confermato la partecipazione di 192 Paesi all’Esposizione Universale. L’invito è stato esteso anche a Qatar e Israele, mettendo da parte ogni tensione e divergenza, per trasformare così quello emiratino nell’evento più partecipato di tutti i tempi.

Gli organizzatori vogliono che Expo 2020 Dubai sia un avvenimento planetario. Una piattaforma di dialogo e cooperazione per scrivere il futuro dell’umanità, nel solco tracciato dall’Expo nei 170 anni della sua storia, all’insegna della collaborazione e dell’interscambio. Gli Emirati Arabi Uniti puntano ad enfatizzare il carattere apolitico e la capacità di operare per il bene comune della prima Esposizione Universale che si terrà nell’area MEASA (Medio Oriente, Africa e Sud Asia). Scopriamo qualche curiosità in più e a quanto saranno venduti i bigliettiContinua a leggere

Dubai, aspettando l’Expo

Sempre più Paesi svelano progetti dei propri padiglioni per Expo 2020 DubaiMolte le anticipazioni dei progetti nazionali che si trovano nel Distretto delle Opportunità, come ad esempio la Bielorussiail Principato di Monacol’UcrainaLa tecnologia e l’interattività sono i tratti distintivi adottati dai vari studi di architettura che ne hanno curato il design. Sostenibilità e l’idea di economia circolare sono altri punti forti dei padiglioni nazionali resi noti negli ultimi giorni, uno su tutti quello spagnolo, fondato anche sull’idea di tolleranza. Con il suo progetto la Spagna sembra essere in perfetta sintonia con la proclamazione ufficiale da parte di Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Presidente degli  Emirati Arabi Uniti, del 2019 come anno della tolleranza.

Un invito alla cooperazione tra i popoli e al dialogo interreligioso, culminato con la visita di Papa Francesco negli EAU, dal 3 al 5 febbraio scorso. Le forme mutuate dalla natura e l’innovazione tecnologica continuano ad essere i principali elementi di ispirazione nei progetti per i padiglioni dei Paesi partecipanti ad Expo 2020 Dubai. Quella thailandese sarà una struttura che assomiglierà a un giardino fiorito. L’ingegno e la competenza dell’Italia si nascondono dietro ad alcuni tra i più bei progetti di padiglioni svelati finora. Scopriamo insieme quali sono. Continua a leggere

Smartphone al self-service

Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è stato lanciato il primo distributore automatico di smartphone. Un self-service attivo 24 ore su 24, per acquistare telefonini di ultima generazione Android e iOS, il primo del genere negli EAU. Il nuovo servizio è nato dalla collaborazione tra l’operatore telefonico emirato Etisalat  e la ADNOC Distribution, la compagnia nazionale di distribuzione della benzina.

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La vending-machine si trova nella Abu Dhabi Corniche, ossia il lungomare dell’emirato. Il servizio è un progetto pilota per sviluppare un sistema di vendita al dettaglio sempre più efficiente e avanzato.

L’obiettivo è dare ai clienti l’opportunità di poter avere le ultime novità tecnologiche con un’esperienza di acquisto digitalizzata, che sia più veloce e fluida possibile. Infatti, per comprare uno smartphone bastano appena 5 minuti. Esattamente ciò che ci si aspetta da un Paese che si candida sempre più a diventare un laboratorio del modo di vivere del futuro. Scopriamo insieme qualche curiosità in più su questo distributore automatico di smartphoneContinua a leggere

Bella Hadid, Dior, gli Emirati

Non sono bastate le scuse, in inglese e in arabo. Su Bella Hadid, modella tra le più pagate al mondo e testimonial di Dior, si è scatenata l’ira furibonda dei fan di mezzo mondo. La sua colpa: un post giudicato razzista su Instagram. E dopo le vibrate proteste sui social media le sue immagini sono state rimosse da tutti i negozi della casa di moda Dior, negli Emirati Arabi Uniti e in tutti i Paesi del Golfo. Ma non è tutto, sembra che i fan, inferociti, abbiano anche attuato forme di boicottaggio dei prodotti di bellezza del marchio del lusso francese, proprio per punire la Hadid e il suo post offensivo.

La modella statunitense, di origini palestinesi e olandesi, ha realizzato la campagna pubblicitaria della maison francese e adesso non c’è boutique o punto vendita Dior negli EAU e nei Paesi del GCC (Arabia Saudita, Bahrain, Oman, Qatar, Kuwait) che non abbia ritirato tutte le foto della Hadid, a partire dal famosissimo Dubai Mall. E non è tutto. Anche il Mall of the Emirates, lo shopping center di Dubai famoso per la sua pista da sci, ha preso le distanze dalla modella e ha confermato di aver annullato un evento che avrebbe dovuto avere come protagonista casa Dior.

A scatenare queste violente reazioni e un coro unanime di condanna è stato un post pubblicato su Instagram da Bella Hadid che, in attesa del volo in aeroporto, mostra i piedi accavallati e poggiati contro il vetro di una finestra, con indosso un paio di stivaletti. Dietro la suola delle sue scarpe, sullo sfondo, si vedono chiaramente i velivoli di due compagnie aree arabe, quella emiratina e quella saudita, con la scritta: “anotha one”. Rivolgere la suola delle scarpe a qualcuno è un’offesa gravissima nel mondo arabo. Da qui l’ira suscitata da quello scatto, con l’hashtag #BellaHadidIsRacist diventato in poco tempo virale. Vediamo insieme il post pubblicato e successivamente cancellato da Bella Hadid

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Vienna e i nuovi eroi

La saga degli Argonauti e Vienna. A connettere queste due realtà, apparentemente lontane, ci ha pensato Monica Giovinazzi, con la sua mostra nell’atelier Alberi, a Kirchengasse 33, nel vivacissimo settimo distretto. Argonauts, questo il titolo della mostra che resterà aperta fino al 1 luglio, presenta al pubblico viennese una serie di opere ispirate alle Argonautiche di Apollonio Rodio, realizzate con gesso, pastelli ad olio e fuoco su pezzi di legno di recupero. I personaggi dipinti dalla Giovinazzi sono di grande effetto, materici, sofferenti, incapaci di sostenere i propri ideali, alienati, sconfitti, schiacciati dal peso della propria inadeguatezza a reagire.

Sono quasi degli antieroi, o forse dei nuovi eroi, tutt’altro che vittoriosi ma, al contrario, isolati e privi della forza per combattere, eppure dal grande potere immaginifico. Ciò che lega gli Argonauti alla capitale austriaca è l’autrice stessa, romana, che ha fatto di Vienna la sua seconda casa, da quando vi si è trasferita nel 2005. Il trait d’union, che stabilisce il collegamento, è Monica Giovinazzi, regista e insegnante di teatro, artista figurativa e creatrice di installazioni, scenografie e mostre, performing artist.

Tra i suoi nuovi progetti, infatti, c’è un interessantissimo corso di performing art che si svolge a Londra e che ha l’ambizioso obiettivo di aiutare gruppi di rifugiati ad apprendere elementi di programmazione informatica anche attraverso l’arte performativa. In pratica la Giovinazzi traduce il linguaggio di codifica informatica in arte performativa, consentendo a chi è fuggito da guerre, persecuzioni, carestie, di superare i propri traumi attraverso gestualità ed espressione del corpo, e di imparare un mestiere, iniziando così una nuova vita in un Paese straniero. Scopriamo di più sugli Argonauti e sull’attività artistica di Monica GiovinazziContinua a leggere

Stampa libera a suon di valzer

L’estate afosa è arrivata a Vienna e con il caldo anche l’appuntamento mondano più atteso dell’anno, il Concordia Ball, il ballo della stampa austriaca. Quest’anno è stata “Una notte italiana”. Una serata magica, dedicata al nostro Paese. Un appuntamento prestigioso, il Concordia Ball, tra i più antichi della città, che suggella la fine della stagione danzante e riesce a radunare sotto le volte a crociera e le ogive dell’architettura neogotica del Rathaus giornalisti, scrittori, attori e l’alta aristocrazia europea.

Anche se con il passare del tempo la capitale austriaca è sempre più internazionale ed aperta, accanto a tocchi di apparente modernità, resta sempre saldamente ancorata alla tradizione e naturalmente ai suoi wiener walzer. I balli sono certamente un business milionario, con un calendario fitto di date (oltre 450), per un totale di 2.000 ore trascorse a passo di danza. Ballare, però, è un’attività connaturata alla cultura viennese. Ogni adolescente, di qualsiasi ceto sociale, frequenta corsi di danza, considerata materia di studio al pari della matematica e della geografia. E si impara tutto: dal valzer al foxtrot, dal jive alla rumba, passando per cha-cha-cha, tango e quadriglia. Nessun movimento viene lasciato al caso.

Chiunque, dalle giovani debuttanti con i loro cavalieri alle coppie più attempate, sa tenere il ritmo, intrecciare mani, inanellare passi precisi come le note della Wiener Opernball Orchester, diretta da Uwe Theimer. Il protocollo dei balli è sempre piuttosto rigido, ma il Concordia Ball sa essere frizzante e l’atmosfera che si respira è condita da un pizzico di anticonformismo, tanto che nel cortile del municipio viennese c’è spazio per sdraio, divani, luci psichedeliche e musica da discoteca per chiunque voglia scatenarsi pur indossando frac e abiti lunghi. Scopriamo insieme gli ospiti d’onore e qualcuno dei personaggi di questa speciale “Notte Italiana”Continua a leggere

Dubai, pannelli solari sul mare

Sul mare di Dubai sono arrivati i pannelli solari galleggianti. Questi dispositivi fotovoltaici fluttuanti al largo del Golfo Arabico caratterizzeranno presto il paesaggio dell’emirato. È l’inizio di un processo sperimentale per la creazione di una centrale fotovoltaica sulla superficie marina. La Dubai Electricity and Water Authority (DEWA), l’Autorità per l’Energia e l’Acqua di Dubai, ha appena lanciato il bando per l’assegnazione del progetto di consulenza che deve studiare, sviluppare e costruire questo sistema di pannelli solari galleggianti. Un ulteriore passo per trasformare Dubai in un hub internazionale dell’energia pulita e dell’economia circolare.

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Da tempo, infatti, l’emirato ha avviato un processo di affrancamento da un modello economico basato esclusivamente sugli idrocarburi, destinando ingenti investimenti per creare un mix da diverse fonti di approvvigionamento, puntando soprattutto sull’energia pulita. Le linee guida sono quelle dettate dalla Dubai Clean Energy Strategy 2050 (DCES 2050), la strategia energetica del Paese che punta ad incrementare la percentuale di energia ricavata da fonti rinnovabili portandola al 75% della produzione totale, ossia 42.000 megawatt, entro il 2050. Vediamo la tecnologia che rende all’avanguardia questi pannelli solari che stanno a galla sullo specchio d’acqua del GolfoContinua a leggere

Dubai, matrimoni reali

Tre matrimoni reali celebrati in contemporanea. Dubai festeggia i rampolli di casa Al Maktoum con una cerimonia nuziale multipla. Hamdan, Maktoum e Ahmad, rispettivamente 36, 35 e 32 anni, si sono sposati con tre fanciulle appartenenti sempre alla famiglia regnante Al Maktoum.

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I tre figli dello sceicco Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e sovrano di Dubai, segna un evento storico. I festeggiamenti, in coincidenza con la celebrazione dell’Eid Al Fitr, che segna la fine del Ramadan, si sono svolti nel centro convegni World Trade Centre. Centinaia gli invitati importanti che hanno reso omaggio alle tre giovani coppie della casa reale che si sono sposate il 15 maggio scorso con una cerimonia religiosa privata, ma che ieri hanno voluto condividere pubblicamente la loro promessa d’amore. Scopriamo qualche curiosità in più sulla festa dei rampolli di casa Al Maktoum e sugli ospiti illustriContinua a leggere