Abu Dhabi, Conte e gli imprenditori

Un incontro con gli imprenditori italiani per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, prima di iniziare la sua visita ufficiale ad Abu Dhabi. Una riunione durata un’ora e mezza, che si è svolta in uno degli hotel più esclusivi della capitale emiratina, le Etihad Towers, e che ha di poco preceduto l’incontro bilaterale con il Principe ereditario e Ministro della Difesa  Mohammed bin Zayed Al Nahyan.

L’obiettivo del meeting promosso dall’Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, Liborio Stellino, era offrire una panoramica degli interessi italiani nella regione. Al tempo stesso, puntava a fornire al premier Conte elementi in più per capire come sostenere questi interessi e far leva sul sistema Paese, per favorire una maggiore presenza italiana negli EAU.

Così, ha ascoltato le imprese italiane già attive sul territorio emiratino. Da colossi come Eni, Fincantieri, SaipemSalini Impregilo, Intesa Sanpaolo, ai medi e piccoli imprenditori che spaziano da settori specializzati dell’ingegneria chimica, per oil & gas e petrolchimica, a compagnie di navigazione che collegano il nostro Paese con gli EAU. Scopriamo insieme qualcosa in più sull’incontro e sulla delegazione di imprese.

Petrolio, concessioni, know how italiano

Importante la testimonianza dell’Eni che proprio lo scorso marzo si è aggiudicata la concessione quarantennale di due giacimenti off-shore, il 10% di Umm Shaif & Nasr e il 5% di Lower Zakum, quote prima in possesso di Adma-Opco (la Abu Dhabi Marine Operating Company). Un affare da 875 milioni di dollari che per la prima volta vede l’Italia presente nell’area. Nella gestione delle concessioni nei due giacimenti Eni è al fianco di un consorzio indiano che fa capo alla ONGC Videsh ad Umm Shaif & Nasr, mentre collabora con la giapponese Inpex Corporation a Lower Zakum. La competenza maturata nell’Est del Mediterraneo con i giacimenti offshore in Egitto e a Cipro ha sicuramente giocato a favore dell’Eni nell’aggiudicazione della concessione negli Emirati. 

A suo tempo qualcuno non aveva visto di buon grado il fatto che Eni avesse venduto, per 934 milioni di dollari, il 10% del maxigiacimento di gas di Zohr al largo delle coste dell’Egitto alla società di investimento di Abu Dhabi Mubadala. Una cessione che, al contrario, è servita per poter mettere piede in uno dei Paesi con le maggiori riserve di idrocarburi al mondo. Ma c’è di più, perché solo qualche giorno fa l’Eni ha stretto un ulteriore accordo con il governo di Abu Dhabi e con la compagnia petrolifera nazionale ADNOC. Un deal significativo che vede una partecipazione del 25% nello sfruttamento e nel trattamento dei giacimenti offshore di Hail, Ghasha, Dalma e altri, sempre al largo della costa emiratina, tutti ricchi di gas ultra acido.

Un mega progetto che punta a soddisfare il fabbisogno interno di Abu Dhabi, trasformando così il Paese da importatore di gas ad esportatore. L’Eni si è aggiudicata l’affare grazie al know how per trattare il gas acido acquisito nello sfruttamento e trattamento del giacimento Kashagan in Kazakhstan.

Lo spunto per una battuta

Proprio con Eni il premier Conte si è concesso una battuta: “Si dice quando il gioco si fa duro, in questo caso quando il business si fa duro e il gas diventa acido sulfureo, intervengono competenze tecnologiche particolari e allora entra in gioco Eni” ha detto sorridendo.

Poi, ha colto l’occasione per fare i complimenti al gigante italiano dell’energia, augurandosi che con le sue spalle larghe possa facilitare l’ingresso di altre imprese italiane nel business petrolifero e del trattamento del gas con alto contenuto di zolfo. Conte ha poi concluso dicendosi sicuro che Eni abbia strategia e competenza per riuscire a consolidare e a rafforzare ulteriormente la sua posizione negli Emirati.

Non solo imprenditori

Al fianco degli imprenditori era presente anche SACE, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che sostiene le imprese nel loro percorso di export ed internazionalizzazione, offrendo servizi assicurativi e finanziari. La strategicità degli EAU per SACE è testimoniata anche dalla creazione nel 2016 dell’ufficio di Dubai, che supporta le aziende italiane nella regione.

Dalla sua apertura l’ufficio ha triplicato la sua esposizione nel Medio Oriente. In questi due anni SACE ha supportato progetti strategici nei singoli Emirati, tra cui la Rete Metropolitana di Dubai, che è stata finanziata anche dal sistema bancario italiano.

Attualmente SACE sta per finanziare nuovi progetti nell’area MENA per un valore di 12 miliardi di euro, dei quali 5 miliardi nei soli Emirati. Un credito da un miliardo di euro è stato dato per sostenere lo sviluppo di Dubai South, in prospettiva dell’Expo 2020 e un mutuo di 300 milioni è stato concesso per la realizzazione del progetto del Meydan One Mall di Dubai. Sono in corso di valutazione interventi a sostegno delle imprese italiane impegnate nei lavori dell’Aeroporto Internazionale Al Maktoum e nell’Etihad Rail. Inoltre SACE ha firmato lo scorso 17 ottobre un memorandum of understanding con Etihad Credit Insurance che permetterà una più stretta collaborazione sul territorio.

Uniti per essere più forti

Nel suo discorso il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sottolineato di essere stato positivamente colpito dai risultati delle oltre 600 aziende italiane attive negli EAU.

Il Presidente del Consiglio ha manifestato l’auspicio che vi sia un intervento italiano incisivo nello sviluppo infrastrutturale degli Emirati e nella diffusione del Made in Italy nella regione. Inoltre, ha sollecitato gli imprenditori a non isolarsi, ma ad unirsi e fare gruppo, perché anche se si è molto competenti e forti, da soli si ottengono traguardi incomparabili rispetto a quelli raggiungibili se si lavora insieme.

Conte ha chiesto che proprio da coloro che sostengono l’economia italiana parta la spinta alla creazione di un sistema Paese che agisca con coesione per la conquista di obiettivi ambiziosi.

Dal canto suo Conte ha promesso che il governo tornerà ancora e spesso negli Emirati Arabi Uniti e che esorterà anche i suoi ministri a fare altrettanto. In un futuro non troppo lontano, ha aggiunto Conte, si sentirà parlare ancora di accordi e partnership con gli Emirati Arabi Uniti.

Poi ha concluso assicurando di voler potenziare Ambasciate, Consolati, gli uffici dell’ICE. Positive le reazioni degli imprenditori che alla fine dell’incontro hanno attorniato il premier tra sorrisi e strette di mano. Un colloquio disteso, svoltosi in un clima rilassato e cooperativo, con una forte partecipazione delle imprese attive nell’area estesa del Golfo Persico.

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